Coronavirus, cosa fare in caso di febbre? Ce lo dicono i medici di famiglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:49

I suggerimenti dei medici qualora insorgano sintomi febbrili al fine di evitare il sovraffollamento delle strutture sanitarie

Arriva l’appello da parte delle strutture sanitarie, che in momento delicato come questo, dovendo fronteggiare l’emergenza del virus, rischiano di essere sovraffollate per sintomi che non riconducono necessariamente al virus. Ecco tutti i suggerimenti degli esperti in caso di comparsa di sintomi febbrili.

Cosa fare in caso di comparsa di febbre?

A rispondere alle domande dei cittadini ci pensano i rappresentanti dei sindacati dei medici di base, il segretario generale Fimmg Silvestro Scotti e il presidente Simg Claudio Cricelli: “In caso di sintomi influenzali, anche di una febbre non troppo alta ma persistente, è bene che non ci si muova verso lo studio del medico di famiglia né verso l’ospedale se non dopo un contatto telefonico con i numeri di pubblica utilità creati a livello nazionale e regionale sull’infezione da coronavirus”. Secondo i due medici anche in presenza di sintomi di affezioni respiratorie la scelta migliore è quella di rimanere a casa e contattare il proprio medico di famiglia che ci indirizzerà verso la soluzione migliore.

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo i contagi 

Il Covid-19 è un virus estremamente contagioso, ragion per cui in caso di comparsa di sintomi la cosa migliore da fare è quella di seguire i protocolli indicati dalle strutture sanitarie non entrando in contatto in modo immediato con l’ambiente ospedaliero. I rappresentanti dei sindacati hanno infatti affermato che “per evitare che si possano moltiplicare le occasioni di contagio riteniamo sia doveroso per i colleghi della medicina generale aumentare la disponibilità telefonica ai pazienti che presentano sintomi influenzali così da evitare il più possibile che questi stessi pazienti debbano recarsi personalmente presso gli studi sul territorio o nei servizi sanitari come PS e Continuità Assistenziale”.

Non bisogna allarmarsi per i normali sintomi influenzali

La diffusione del coronavirus si è avuta in una sfortunata congiuntura temporale nella quale gli episodi di influenza sono ancora tantissimi. E’ giusto quindi preoccuparsi, ma non lo è intasare le strutture ospedaliere per normali sintomi febbrili. Come sopra riportato, la cosa più giusta è contattare il proprio medico di base. A questo proposito secondo Scotti e Cricelli “visti i casi di contagio che si sono verificati sarebbe molto imprudente se non chiedessimo ai colleghi della medicina generale di ridurre al minimo le possibilità di contatto con pazienti a rischio potenziale. Covid-19 ha dimostrato di essere un coronavirus molto contagioso e lo dimostra il possibile coinvolgimento del medico di famiglia del paziente indice di Codogno ricoverato per polmonite e in corso di accertamento, ciascuno deve fare la propria parte per fare in modo che questi casi restino solo un allarme contenuto”. Queste misure, tuttavia, non devono generare il panico fra i pazienti, anzi. Tali protocolli si rivelano necessari al fine di non creare contatto fra potenziali infetti ed il personale medico sanitario che dovrà, in ogni caso, aiutarci.

La protezione civile ha lanciato poi un appello a tutti i cittadini italiani, sollecitando la popolazione “a recarsi nelle strutture sanitarie e ad utilizzare i numeri di emergenza solo se strettamente necessario”.

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