Scritta omofoba sul citofono di casa del regista Luca Tommassini: “Fr**** vattene”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35

Sul citofono di casa di Luca Tommassini è comparso un post it intimidatorio ed omofobo. La sua risposta su facebook 

Un post it sul suo citofono con la dicitura “Fr**** vattene” con annesso pezzo di carta per bloccare il campanello e farlo suonare ininterrottamente. E’ accaduto al regista e coreografo Luca Tommassini, 50 anni di Roma. Il regista era nel suo appartamento quando qualcuno, probabilmente uno dei residenti nel suo condominio, ha perpetrato a suo danno il vile attacco omofobo.

La risposta di Tommassini su facebook

A denunciare l’accaduto è stato Tommassini stesso, riportando il racconto sulla sua pagina social: “Oggi è apparsa questa scritta sul citofono del mio palazzo, accanto ai miei due interni. Non sono sicuro al 100% sia per me ma un dubbio ce l’ho. In un attimo mi è risalita tutta la rabbia di quando ero bambino e mi urlavano dietro “frocio” a scuola e per strada. Mi è tornata la paura che avevo quando mia madre mi svegliava ogni mattina e pensavo che avrei dovuto affrontare da solo un’altra giornata passando per quella maledetta strada, davanti all’officina di mio padre che faceva finta di non vedermi. Si vergognava di me, non avevamo un rapporto “pubblico” e in privato lo avevamo solo quando mi faceva provare a pronunciare la “s” in modo corretto, offrendomi un premio in soldi, avevo la “s” moscia e lui la odiava. Non ho parlato per anni durante la mia infanzia per farlo stare sereno, per non farlo litigare con mia madre. L’ha picchiata spesso per “colpa” mia, le diceva che ero “frocio” e le dava la colpa e le botte. Quando io e mia madre decidemmo di iscrivermi alla scuola di ballo sotto casa, lo facemmo di nascosto. Quando papà lo scoprì, ci fu una rissa a casa, tra le più brutte, in cui papà urlava a mamma che non dovevo più andare a studiare danza perché diventavo “frocio” e che finì con lui che ruppe una bottiglia di vetro sulla parete della cucina tenendo in mano il becco rotto cercando di colpire mamma e io che saltai dalla mia sedia mettendomi tra loro due evitando la tragedia … urlandogli in faccia “vattene”. Io non ho mai abbassato la testa e ho sempre continuato a ballare. Più avevo paura e più alzavo la musica. Ora denuncerò questo atto dell’era dei “citofoni” , ho 50 anni di esperienza con la paura e ho sempre vinto contro omofobi e razzisti che hanno cercato di far male a me e a chi mi amava. ORA BASTA , non possiamo più rimanere in silenzio , siamo tutti sotto attacco , non importa a chi lo dicono io zitto non ci resto!

 Tommasini ha deciso che sporgerà denuncia

L’artista ha comunicato che non si limiterà a denunciare l’accaduto su facebook, ma che sporgerà direttamente denuncia per l’accaduto. Il fatto è stato denunciato anche da Gay center, contattato da persone vicine a Tommassini. Il portavoce di Gay center Fabrizio Marrazzo ha definito l’accaduto come “vicenda in pieno stile salviniano”. Il riferimento all’atteggiamento del leader del carroccio è implicito anche nel post di Tommassini: “Ora denuncerò questo atto dell’era dei citofoni”. 

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