Coronavirus, epidemia o pandemia? La posizione dell’OMS e le differenze

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:10

Coronavirus, per OMS è epidemia e non pandemia

Coronavirus, parla il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus e spiega perchè questa emergenza è un epidemia e non ancora una pandemia.

Come comunicato da Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing quotidiano, quella in corso non è ancora una pandemia ma solo epidemia.

Infatti, nonostante la massima allerta, la diffusione del virus non può considerarsi su “larga scala a livello mondiale”.

“Dobbiamo concentrarci sul contenimento e allo stesso tempo fare ogni cosa possibile per prepararci ad una potenziale pandemia“, ha aggiunto. “Ogni Paese deve fare le sue valutazioni a seconda del proprio contesto. Anche noi lo faremo, monitorando 24 ore su 24 la situazione” puntualizzando che “c’è necessità di misure cautelative, ma non di paura”.

Epidemia e pandemia, differenza non solo nelle parole

Spaventati come siamo, vale comunque la pena prendersi un momento per analizzare la differenza tra i due casi.
L’epidemia è una patologia che si diffonde fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto. L’andamento varia a seconda dei casi e si estingue dopo una durata anchessa variabile. La provenienza dell’epidemia può essere sia importata che autoctona.

Per l’Italia e l’Europa possiamo considerare importate quelle di morbi esotici, come il colera. Le epidemie si propagano per contagio diretto (malato, convalescente o portatore sano) o indiretto (oggetti infetti, pulviscolo atmosferico, acqua, insetti…).

La pandemia è collegata a un agente infettivo che si diffonde in una zona molto più vasta in diverse aree del mondo.

Di solito una malattia supera lo stadio epidemico divenendo pandemica quando ha un’elevata trasmissibilità nella specie umana e viene a contatto con popolazioni che precedentemente non avevano contratto quell’infezione. Quest’ultima condizione rende la pandemia estremamente grave data la mancanza di difese immunitarie adeguate negli individui.

In ultimo gran parte delle pandemie (in particolare quelle influenzali) sono spesso nate da popolazioni di animali colpiti da malattie che hanno poi infettato l’uomo. Da qui, con mutazioni successive, la malattia diviene trasmissibile da uomo a uomo.

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