Coronavirus: 288 i contagiati, primi casi in Toscana, Liguria e Sicilia. Oms: “Ridimensioniamo l’emergenza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:29

Continua ad aumentare il bilancio dei contagi di coronavirus in Italia, con i primi casi anche in Liguria, Toscana e Sicilia, ma l’Oms tranquillizza tutti.

Non solo Lombardia, Veneto, Piemonte e Emilia Romagna, casi isolati di coronavirus si sono manifestati anche in Sicilia, Toscana e Liguria. Per quanto riguarda il caso siciliano, si tratta di una donna di Bergamo che in questi giorni stava facendo una vacanza sull’Isola insieme ad alcuni amici. Tutto il gruppo di turisti è stato posto in stato di quarantena per prevenzione. In ogni caso la donna pare non presenti sintomi gravi.

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L’uomo di Firenze è un imprenditore che è tornato a fine gennaio dall’oriente, mentre quello di Pistoia un’informatico che è tornato da poco da Codogno. Per quanto riguarda il caso di Alassio, si tratta di una signora di 70 anni che proviene da zone a rischio. In totale il bilancio dei contagiati è salito a 288 casi: 212 in Lombardia, 42 in Veneto, 23 in Emilia Romagna, 3 nel Lazio, 2 in Toscana e 1 in Liguria.

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Coronavirus, l’Oms predica calma: “Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme”

Oggi il medico dell’Oms, Walter Ricciardi, ha tenuto una conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile. L’esperto ha voluto chiarire che c’è la necessità di ridimensionare lo stato d’allerta: “Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme, che è giusto, da non sottovalutare, ma la malattia va posta nei giusti termini”. Il tasto su cui ha spinto è quello della bassa letalità del virus: “Su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario, il 5% è gravissimo, di cui il 3% muore. Peraltro sapete che tutte le persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute”.

Per fare capire come la situazione, dopo il lavoro eccellente svolto nel Lazio, si sfuggita di mano, Ricciardi fa l’esempio dei tamponi: “(Alcune, ndr) Regioni che facevano tamponi ad asintomatici e altre ai contatti. In questo modo si è persa l’evidenza scientifica. L’Oms dice che bisogna fare i tamponi solo ai sintomatici e a coloro che sono stati in determinate zone”.

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