Papa Francesco nel mercoledì delle ceneri: “È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:31

Nel mercoledì delle ceneri, udienza generale di Papa Francesco.

Nel giorno che rappresenta l’avvio della Quaresima, il Pontefice si è rivolto a circa 12mila fedeli, presenti a Piazza San Pietro.

Diversi gli aspetti sottolineati dal Papa, riguardanti il cammino che ci avvicina alla Pasqua.

In primo luogo, riflettendo sul Vangelo di Luca e sull’entrata di Gesù nel deserto (che dura quaranta giorni come la quaresima), Papa Francesco ha sottolineato come il deserto sia anche un luogo metaforico: il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio.

Quindi, per i fedeli, è necessario cercare il “silenzio nel cuore”: “È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. Quando ero bambino non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio. La Quaresima è deserto, è il tempo per rinunciare, per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. E’ il tempo per rinunciare a parole inutili, chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, e parlare e dare del “tu” al Signore. È il tempo per dedicarsi a una sana ecologia del cuore, fare pulizia lì”.

Anche perché siamo in un’era e in un ambiente “inquinato da troppa violenza verbale, da tante parole offensive e nocive, che la rete amplifica”.

Papa Francesco ha quindi proseguito: “Oggi si insulta come se si dicesse “Buona Giornata”. Siamo sommersi di parole vuote, di pubblicità, di messaggi subdoli. Ci siamo abituati a sentire di tutto su tutti e rischiamo di scivolare in una mondanità che ci atrofizza il cuore e non c’è bypass per guarire questo, soltanto il silenzio. Fatichiamo a distinguere la voce del Signore che ci parla, la voce della coscienza, la voce del bene. Gesù, chiamandoci nel deserto, ci invita a prestare ascolto a quel che conta, all’importante, all’essenziale”.

Una battuta, quindi, sul digiuno – che non è (non dovrebbe essere) soltanto un digiuno alimentare: “Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto! Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale. Digiunare non è soltanto per dimagrire, digiunare è andare proprio all’essenziale, è cercare la bellezza di una vita più semplice“.

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