Coronavirus, Salvini apre al governo di solidarietà nazionale: “La Lega c’è”. Ma PD, LeU e Movimento 5 Stelle non sembrano molto propensi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:41

Mentre circolano voci circa l’indisposizione del Quirinale nei confronti del governo, Matteo Salvini aprea ad un possibile governo di solidarietà nazionale per fronteggiare l’emergenza economica che il coronavirus sta causando.

“Noi vogliamo che l’Italia riparta. Con Conte non riparte”: queste sono le parole del leader della Lega che andrà presto al Colle ad incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Io a vedere affondare l’Italia non ci sto” ha detto Salvini, per poi aggiungere: “La Lega c’è per accompagnare il Paese fuori dal pantano, accompagnare il Paese al voto”.

Ma quando si dovrebbe votare? “Prima si vota meglio è, siamo in grado di votare da qui a 8 mesi? Probabile”.

Proseguendo quindi con metafore marinarecce, il leader della Lega ha dichiarato: “Noi siamo disponibili a remare sulla scialuppa di salvataggio verso il voto”.

Al momento, però la preoccupazione è per il prossimo referendum sul taglio dei parlamentari (“è complicato fare una campagna referendaria con intere zone in quarantena. E’ impraticabile”) e per le regionali (“Ci sono 7 elezioni regionali fino a maggio. Mi chiedo: saremo in grado di gestirle e accompagnarle?”).

Governo di solidarietà nazionale per fronteggiare l’emergenza? La maggioranza non ci sta

E se Salvini ha poi teso a specificare – “Mai nella vita un governo organico con il Pd”, i dem non la pensano tanto differentemente.

E anzi chiudono anche al governo di solidarietà nazionale, attraverso le parole del vicesegretario del PD Andrea Orlando: “Non se ne parla. Ci mancherebbe Pure. Con la Lega nessuna alleanza di governo”.

No anche da LeU (“Chiariamo, non c’è bisogno di alcuna ammucchiata per fronteggiare un virus influenzale. C’è bisogno solo che ciascuno in questo Paese faccia il proprio dovere, a tutti i livelli” – Fratoianni dixit) e dagli ex alleati di governo del Movimento 5 Stelle.

Queste le parole del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “In un momento in cui l’unica preoccupazione dovrebbe essere superare le proprie appartenenze e lavorare insieme per rispondere al meglio alle urgenze del Paese, all’emergenza sanitaria e alle ripercussioni economiche, c’è chi pensa di sfruttare il coronavirus per una resa dei conti? Non posso immaginare qualcosa di più cinico!”

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