Finto kit anti-coronavirus in vendita davanti a un ospedale truffatori colti sul fatto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:59

truffa kit anti coronavirusLa polizia locale ha stanato due truffatori intenti a sfruttare la psicosi coronavirus per vendere presunti kit di protezione. Ma si trattava di un raggiro in piena regola

Crescono i truffatori che, sfruttando la psicosi generata dalla rapida diffusione del Coronavirus, raggirano le persone per fare soldi. Uno degli ultimi casi è stato scoperto a Treviso da parte degli agenti della polizia locale: qui due uomini si aggiravano vicino agli ingressi dell’ospedale cittadino e proponevano ai passanti l’acquisto di presunti kit anti-Coronavirus. L’alto numero di contagi ha convinto diverse persone a credere al raggiro ma ovviamente il kit proposto risulta essere completamente inutile: ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati, per puro caso, gli agenti impegnati nel controllo del territorio mediante le telecamere del sistema di videosorveglianza. Notando la coppia di truffatori sono intervenuti cogliendoli in flagrante: si sono trovati davanti a due persone impegnate nel tentativo di convincere chi si stava recando in ospedale ad acquistare alcuni dispositivi come guanti, mascherini ed altre dotazioni spacciate come una sorta di kit per la protezione dal coronavirus ma sprovviste di certificazione.

Sanzione da 5mila euro e merce sequestrata ai truffatori

Il Comandante della Polizia Locale, Andrea Gallo ha a tal proposito dichiarato: “Abbiamo inviato subito una pattuglia di pronto intervento e gli agenti hanno sorpreso i due impegnati a vendere dotazioni di pronto soccorso, senza alcuna certificazione sulla qualità del prodotto, quindi potenzialmente pericolose, senza alcuna autorizzazione alla vendita e, sulla base delle segnalazioni ricevute, pure kit anti-Coronavirus comprensivi di mascherine, nascosti probabilmente altrove”. Immediatamente è scattato per i due, un 47enne residente ad Imola ed un 53enne del Bolognese, un verbale con sanzione da 5mila euro per l’accusa di truffa e reati contro il patrimonio. La merce è stata inoltre sequestrata. Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco di Treviso che ha dichiarato: “Si credono furbi, invece sono soltanto ladri e truffatori che s’inventano fantomatici rimedi per speculare sulle emergenze e sulla preoccupazione della gente”.

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