Coronavirus, secondo un esperto potrebbe diffondersi in via permanente: dovremo conviverci?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:03

Secondo lo specialista della salute Jonathan D Quick non si può escludere del tutto che il coronavirus rimanga permanentemente fra la popolazione

Il coronavirus potrebbe diffondersi perennemente fra la popolazione? Secondo l’esperto della salute Jonathan D Quick sarebbe lo scenario peggiore, ma non possiamo del tutto escluderlo. Quick, ex presidente del Global Health Council, in un’intervista rilasciata al giornale The Guardian, ha espresso il suo timore riguardo alla possibilità di una diffusione endemica del virus, che diventerebbe in sostanza incontrollabile.

Dovremo convivere con il coronavirus?

Nell’intervista rilasciata al quotidiano britannico Quick, che attualmente collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dichiarato che “L’ipotesi migliore è che il focolaio cinese venga posto sotto controllo, e che i piccoli focolai divampati in altre nazioni vengano spenti, ed inoltre che non ci sia in futuro alcuna diffusione in nuovi paesi o continenti e, di conseguenza, si possa estinguere l’epidemia” – ma ha aggiunto – “Il caso peggiore è che l’epidemia diventi globale e la malattia alla fine possa diventare endemica, il che significa che circolerebbe in via permanente nella popolazione umana”. Secondo il medico questo scenario, per quanto poco rassicurante, sembra attualmente il più probabile: “Abbiamo visto la manifestazione di casi in sei continenti in modo “silenzioso”, ovvero almeno in parte in modo asintomatico, con catene di trasmissione uomo-uomo, sia all’interno che fuori la Cina, assieme ad altri paesi che nell’ultima settimana stanno segnalando la presenza di nuovi casi, con inoltre l’accelerazione dei focolai presenti in Iran, Italia e Corea del Sud.

Le domande senza risposta sono tante

La questione di fondo posta da Quick, però, è questa: “Se diventasse una pandemia, le domande sono: quanto sarà grave e quanto durerà?”. Attualmente il bilancio globale delle vittime si avvicina a 3 mila e quello degli infetti ha superato gli 80 mila. L’esperto ha riportato un’analisi dei dati: ad oggi sappiamo che la mortalità è molto bassa rispetto, ad esempio, alla Sars, ma è 20 volte quello dell’influenza stagionale. Attualmente le domande senza risposta attorno al coronavirus sono tante, prima fra tutte quella inerente le modalità di contagio e la durata del periodo durante il quale una persona è infetta. 

Il segretario alla sanità Matt Hancock ha posto l’accento sull’enorme svantaggio economico e sociale derivante dalla diffusione del virus, ma ha aggiunto: “In questa fase abbiamo ancora la speranza di poter essere in grado di evitare questo risultato”, ovvero che il virus si diffonda così tanto al punto di diventare una pandemia mondiale irreversibile.

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