La condanna di Taranto: ecco cosa sono costretti a respirare i bambini a causa dell’Ilva

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:36

Cosa accade a Taranto durante il “wind day”, ovvero il giorno il cui la direzione del vento soffia verso i quartieri le polveri industriali

Per comprendere la gravità delle condizioni di salute a cui gli abitanti di Taranto sono condannati, in particolare i bambini, basta recarsi nei quartieri Tamburi e Paolo VI durante i “Wind day”, ovvero i giorni in cui il vento soffia dal settore nord-ovest disperdendo inquinanti di origine industriale. 

Il wind day a Taranto

Cosa sono costretti a respirare i bambini di Taranto

Nella fattispecie gli inquinanti industriali più pericolosi che trasporta il vento a Taranto sono due, il PM10 e il benzo (a)pirene. Il PM10 è un inquinante solido particolato (meglio noti come polveri sottili), mentre il benzo (a)pirene rientra nella famiglia degli idrocarburi policiclici aromatici. Entrambe queste tipologie di inquinanti sono caratterizzate da una lunga permanenza in atmosfera e possono essere trasportate anche a lunga distanza dal luogo di emissione. Gli effetti sulla salute sono devastanti: le polveri sottili sono in grado di penetrare nell’albero respiratorio e comportare pesantissime conseguenze sulla salute umana. Secondo il Centro Salute Ambiente Puglia, la loro pericolosità è relazionata alla dimensione delle particelle: quelle più piccole hanno maggiore capacità di penetrazione negli alveoli polmonari, e sono in assoluto le più nocive per l’organismo, in particolare per i bambini. Gli IPA (ovvero gli idrocarburi policiclici aromatici) sono agenti potentemente cancerogeni, il cui effetto è oramai associato in modo diretto all‘insorgenza di tumori polmonari, di cui moltissimi tarantini sono oramai affetti. 

Le conseguenze sulla quotidianità dei bambini

Basta passare un fazzoletto su un qualsiasi balcone a Taranto per rendersi conto dell’enorme quantità di particelle con cui ogni giorno i tarantini vengono a contatto. Durante i Wind days la polvere che proviene dall’acciaieria costringe i ragazzi a non frequentare la scuola e a non poter neanche giocare nelle aree verdi della zona a loro destinate. In sostanza è vietata a bambini e ragazzi la possibilità di condurre una vita normale.

Fazzoletti passati sui banchi delle scuole del quartiere tamburi

La denuncia dell’associazione Peacelink 

L’associazione eco-pacifista Peacelink è da anni attiva sul territorio di Taranto per denunciare la situazione in cui versa il paese pugliese. In particolare il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti ha diffuso un grafico raffigurante l’andamento delle polveri sottili (PM10) del quartiere Tamburi, specificando come segua perfettamente  l’andamento delle emissioni di PM10 dalla cokeria ILVA. “Quando a Taranto la centralina di monitoraggio della cokeria registra un incremento delle polveri sottili (PM10), contemporaneamente (o poco tempo dopo) anche le centraline Arpa registrano un incremento del PM10”, ha scritto sul loro sito Marescotti, che ha smentito le dichiarazioni di Di Maio in merito alla diminuzione delle emissioni: “Il ministro Di Maio aveva detto a settembre che nello stabilimento siderurgico di Taranto sono state installate tecnologie che riducono del 20% le emissioni nocive, dati smentiti dalle centraline Arpa installate nella cockeria che registrano valori in aumento”.

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