Riapre il pronto soccorso devastato a Napoli. Coraggio del personale di turno e solidarietà dei colleghi

RIapre il pronto soccorso a Napoli, il coraggio degli operatori

Riapre il pronto soccorso dell’Ospedale Pellegrini, vandalizzato dai parenti del ragazzo ucciso mentre tentava una rapina.

E’ stato un intervento rapidissimo quello che ha permesso la riapertura del pronto soccorso del Pellegrini, devastato dai familiari e amici del ragazzo morto oggi.

Sarà riaperto alle 20 di questa sera, domenica 1° marzo, tornando a garantire così un servizio assolutamente necessario per la comunità.

Per Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro, lo scopo è “lanciare un segnale forte ai cittadini e a tutti gli operatori della sanità. Gli operatori sanitari assegnati al Pronto Soccorso questa sera, in segno di solidarietà ai colleghi, hanno chiesto di essere tutti presenti in servizio”.

Segnale forte per chi ha determinato l’interruzione di pubblico servizio

I fatti di questa notte – aggiunge Verdoliva –  sono di una gravità inaudita. Nessun dolore, anche se forte per la perdita di una giovane vita, può né deve giustificare la distruzione di un luogo ‘sacro’, nel quale gli operatori sanitari con passione e professionalità sono al lavoro per garantire salute. Al provvedimento di sospensione dell’attività del Pronto Soccorso (alle 7.30 di questa mattina) ha fatto seguito uno sforzo imponente da parte di tante articolazioni aziendali per fare in modo che alle ore 20.00 potesse essere ripristinato il servizio. Gli operatori sanitari assegnati al Pronto Soccorso dei Pellegrini questa sera, in segno di solidarietà ai colleghi, hanno chiesto di essere tutti presenti in servizio (anche fuori turno programmato). Una richiesta che è stata accolta ed autorizzata dalla direzione generale che ha apprezzato e condiviso lo spirito di squadra che caratterizza l’ASL Napoli 1 Centro”.

“È la miglior risposta a quanti – conclude Verdoliva – hanno messo a rischio pazienti e operatori, determinando l’interruzione di pubblico servizio”.

Potrebbe interessarti: “Peggio che in guerra”: aggressioni al personale medico, già due casi dall’inizio dell’anno”