Zaia, le scuse per la frase sui topi: “Quando si sbaglia si sbaglia, a nulla valgono le giustificazioni”

Zaia si scusa per la frase sui topi

Si scusa Luca Zaia per la frase in cui affermava “che tutti hanno visto i cinesi mangiare i topi”, eppure la Cina regolamenta il consumo di alcune carni.

Si dichiara dispiaciuto il presidente della regione Veneto Luca Zaia,  dopo la frase sui cinesi che “mangiano topi vivi”. 

“A nulla valgono le giustificazioni” afferma, ma al contempo ci prova con una lettera di scuse all’ambasciatore cinese Li Junhua.

L’ambasciata di Pechino era insorta a seguito dello scivolone di Zaia: “Un politico italiano non ha risparmiato calunnie sul popolo cinese. Si tratta di offese gratuite che ci lasciano basiti”.

Ecco il testo della lettera inviata all’ambasciatore

“Sono davvero dispiaciuto per quanto accaduto. Le scrivo non per accampare scuse: quando si sbaglia, si sbaglia. E a nulla valgono giustificazioni basate sulla stanchezza accumulata in questi giorni di grande tensione o sulla frettolosità di esposizione di concetti e di ragionamenti assai più articolati svolti nei giorni precedenti – senza peraltro suscitare polemiche – in molte sedi pubbliche e a molti organi di stampa.

Osservazioni che erano e sono relative alla diversità di contesti nei quali il virus si trova ad agire, facilitato in particolare dalle differenti norme igieniche e dai protocolli alimentari identificabili in Cina e in Italia. Ho, più semplicemente, sottolineato le differenze di usi e costumi, cosi come avrei potuto sottolineare le differenze fra noi e alcuni paesi europei, fra cui la stessa Europa e gli Stati Uniti, fra la Ue e il Giappone, e cosi via…”

Eppure solo due giorni fa la Cina ha vietato il consumo di carne di cane e gatto, promulgando una lista “bianca” di proteine di cui è ammesso il consumo. Sono maiale, pollo, manzo, coniglio, pesce, molluschi, agnello, asino, anatra, oca e piccione.

Vietate invece tutte le prelibatezze come il serpente o la rana. Per chi viene pizzicato a consumarle sono previste multe tra i 250 e i 3.000 euro, mentre per i ristoranti che le servono fino a 50.000 renminbi, 6.500 euro.