Greta Thunberg, l’adesivo shock della compagnia petrolifera: è un invito allo stupro?

In queste ore, in Canada, si è alzato un polverone contro una compagnia petrolifera a causa di un adesivo deplorevole contro Greta Thunberg.

La compagnia petrolifera canadese X-Site Energy Service è finita al centro di una violenta polemica dopo che sono apparse le immagini di alcuni adesivi riportanti il loro logo. In questi si vede una donna nuda di schiena, con tatuato sul coccige “Greta“, sovrastata da dietro da un uomo intento ad un rapporto sessuale. Il riferimento all’attivista svedese Greta Thunberg è evidente sia dal nome tatuato che dal fatto che la donna raffigurata presenta delle treccine identiche a quelle della ragazza.

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A quanto pare l’adesivo non è un’idea della compagnia, visto che si trovava su internet già da mesi e pare che l’associazione tra l’immagine e il logo della stessa sia stata fatta da qualcuno estraneo all’azienda. Intervistato a riguardo, il general Manager della X-Site Energy Service, Doug Sparrow, ha dichiarato: “Non è stato creato dalla X-Site o da un nostro dipendente, questo è tutto quello che so” (New York Post).

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Adesivo Greta Thunberg: è un invito allo stupro?

 

Inutile, forse, dire che si tratta di un’immagine sessualmente esplicita aberrante e deplorevole. Opinione, secondo quanto riferito dal ‘New York Post‘, espressa anche dalle “Giubbe Rosse” su Twitter dopo che è apparsa in rete. Ciò nonostante, pare che proprio la polizia dell’Alberta alla fine abbia ritenuto che non si tratti di pornografia infantile e che non rappresenti un reato perseguibile.

In rete, però, le attiviste e buona parte degli utenti ritiene che quell’adesivo sia un invito, non solo al sesso con una minore, ma addirittura allo stupro della ragazza. Tale interpretazione è stata riportata anche da alcune testate nazionali. La diretta interessata, però, sembra non curarsene; quando è stata fatta presente all’attivista svedese l’esistenza di questo adesivo, lei si è limitata a rispondere: “Cominciano ad essere sempre più disperati… Questo dimostra che stiamo vincendo”.