Profilattici difettosi, in Uganda si teme per le malattie sessualmente trasmissibili: il caso

Profilattici difettosi in Uganda
Ph Peter Caton

Due uomini, in Uganda, hanno intentato una causa perché sostengono di aver contratto malattie sessualmente trasmissibili a causa di una partita di profilattici difettosi

I profilattici vengono messi sotto accusa e approdano in tribunale. Succede in Uganda e ce lo racconta “The Guardian”: il caso riguarda due uomini che affermano di aver contratto delle malattie sessualmente trasmissibili nonostante abbiano consumato rapporti sessuali protetti.

Uno dei due uomini sarebbe risultato positivo all’HIV, mentre l’altro alla gonorrea. Si parla, dunque, di preservativi difettosi e di come i due uomini abbiano avviato un’azione legale contro un’Organizzazione benefica internazionale che ha distribuito tra la popolazione i profilattici incriminati.

Profilattici difettosi sotto accusa in Uganda, due lotti di preservativi rovinati: ritirati oltre un milione di pezzi

Si chiamano Joseph Kintu e Sulaiman Balinya e sono i due uomini che, in Uganda (Africa), hanno puntato il dito contro dei profilattici difettosi che un’Organizzazione benefica internazionale ha distribuito tra la popolazione. Lo scopo è quello di arginare la trasmissione delle malattie veneree in popolazioni povere come lo sono molte di quelle africane, ma a quanto pare questi profilattici stanno lavorando in senso contrario a causa dei loro scarsi standard di qualità.

In particolare, due lotti di preservativi contenevano profilattici bucati e questo ne inficia la loro capacità protettiva, sia dalle gravidanze indesiderate sia dalle malattie. Risale a novembre del 2019 il ritiro di un oltre un milione di profilattici difettosi richiamati indietro da Marie Stopes International (Organizzazione senza scopo di lucro che fornisce servizi di contraccezione e aborto sicuro in 37 Nazioni), ritiro ordinato per l’appunto proprio dopo la scoperta dei due lotti non utilizzabili. Purtroppo, qualche pacchetto appartenente a quei due lotti era già stato venduto.

Profilattici difettosi sotto accusa in Uganda, la richiesta di risarcimento danni avanzata da due uomini che dichiarano di aver contratto malattie

Due degli uomini che hanno finito per utilizzare i preservativi difettati sono i già citati Joseph Kintu e Sulaiman Balinya. Kintu ha dichiarato che uno dei preservativi utilizzati durante un rapporto sessuale si è rotto. Dopo questa vicenda l’uomo ha scoperto di essere sieropositivo. Secondo quanto dichiarato da lui stesso, il preservativo era stato acquistato in una farmacia che si trova nel distretto centrale di Nakaseke: la farmacia in questione è stata oggetto del richiamo dei lotti riconosciuti come difettosi.

Una dichiarazione di ugual tenore è quella rilasciata da Sulaiman Balinya, con l’unica differenza della malattia contratta dall’uomo. Non l’HIV ma la gonorrea. I due uomini, tramite quattro studi legali, hanno presentato un’istanza presso l’Alta Corte di Kampala. Le accuse coinvolgono direttamente Marie Stopes International, dal momento che entrambi gli uomini sostengono che l’Organizzazione abbia portato in Uganda quei preservativi sena prima farli testare e analizzare dal National Drug Authority (NDA).

Kintu e Balinya hanno dichiarato che entrambi godevano di ottima salute fisica prima di usare quei condom. Joseph Kintu, inavvertitamente, ha trasmesso la malattia anche alla moglie. Adesso i due uomini chiedono un risarcimento danni, anche se sono sorti dei dubbi sul tempismo dichiarazione dell’uomo che avrebbe contratto l’HIV: la scoperta della sieropositività, di norma, avviene in un tempo più lungo.

Profilattici difettosi sotto accusa in Uganda, la dichiarazione di Marie Stopes International

Dal canto suo, Marie Stopes International ha rilasciato una dichiarazione su questa vicenda:

Possiamo confermare che a novembre 2019 abbiamo richiamato due lotti di preservativi della Life Guard su richiesta dell’Autorità nazionale antidroga dell’Uganda. I lotti che abbiamo richiamato contenevano in totale circa 335.000 confezioni di preservativi, e di queste ne abbiamo recuperato 288.000.

Adottiamo ogni misura possibile per garantire che i prodotti siano di altissimo livello. Attualmente stiamo utilizzando un produttore approvato UNFPA e i prodotti sono testati presso un laboratorio di test approvato dall’OMS, prima della spedizione. Life Guard è uno dei marchi di preservativi più popolari dell’Uganda e possiamo rassicurare i nostri clienti che si trattava di un problema isolato che riguardava solo questi due lotti.

Abbiamo collaborato con la National Drug Authority per indagare su ciò che è accaduto con questi due lotti e stiamo implementando garanzie per garantire che i nostri prodotti continuino a soddisfare l’elevato standard di qualità che noi e i nostri clienti ci aspettiamo“.

Maria Mento

 

Maria Mento