Stati Uniti d’America, quando la sanità diventa un problema per i pazienti: con il Coronavirus chi paga?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:31
Frank Wucinski e la figlioletta Annabel

Gli Stati Uniti d’America hanno un sistema sanitario diverso rispetto a quello italiano, basato sul concetto dell’assicurazione medica. Qualcuno si è quindi chiesto che cosa succederà ora che il contagio da Covid-19 sta approdando anche oltreoceano

Lo scrittore e giornalista italiano Mario Calabresi, prendendo spunto da un articolo pubblicato dal New York Times lo scorso 29 febbraio 2020, ha fatto una riflessione– a mezzo social- dedicata al particolare momento che il pianeta sta vivendo a causa del contagio da Coronavirus e di come stia rispondendo il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) in Italia.

Appare subito chiaro che la Sanità italiana sia molto diversa da quella statunitense, presa in questo caso come termine di paragone. Negli States chi non ha stipulato un’assicurazione sanitaria si trova a dover affrontare spese importanti per pagare le prestazioni mediche offerte negli ospedali. In Italia, dove spesso si evidenziano soltanto le criticità e non i meriti, il fatto che la Sanità sia accessibile a tutti perché finanziata con le coperture economiche messe in campo dallo Stato deve far riflettere per far meglio apprezzare il grande tesoro che gli italiani hanno per le mani (e che devono cercare di tutelare).

Il Sistema sanitario italiano a confronto con quello statunitense, Mario Calabresi ne parla su Facebook

Il Coronavirus spaventa e spaventa soprattutto negli States, dove i cittadini devono fare i conti non solo con la paura di ammalarsi ma anche con quella di non avere abbastanza denaro per potersi curare. Negli Usa il Sistema sanitario funziona a pagamento: chi non ha un’assicurazione medica deve pagare le cure mediche di tasca propria, e si parla- in molti casi- di cifre che raggiungono le migliaia di dollari. Ci sono anche dei casi in cui si devono anticipare le spese prima di poter vedere erogato un servizio medico.

Questo aspetto della vita dei cittadini statunitensi è diventato lo spunto per aprire un dibattito e per elogiare il Sistema Sanitario Nazionale italiano, che funziona esattamente come tutti  i sistemi sanitari del mondo dovrebbero funzionare: garantendo a tutti l’accesso alle cure, grazie al denaro erogato dallo Stato.

A parlarne è stato lo scrittore e giornalista Mario Calabresi, che è partito da una storia raccontata pochi giorni fa sul New York Times.

Il Sistema sanitario italiano a confronto con quello statunitense, la storia di Frank e della figlia Annabel

La storia è quella di Frank Wucinski e di sua figlia Annabel, una bimba di 3 anni. Frank e Abnnabel si trovavano proprio a Wuhan e all’inizio del mese di febbraio sono stati trasferiti presso una base militare che si trova vicino a San Diego per trascorrere qui un periodo di osservazione. La moglie di Frank pare sia rimasta in Cina e che abbia contratto il Covid-19. Ancora, il padre  della donna è deceduto proprio dopo aver contratto il virus.

Nulla di strano nel voler tenere sotto osservazione padre e figlia, se non fosse per il fatto che in quei giorni la piccola Annabel ha tossito: questo ha fatto sì che sia lei sia suo padre venissero trasferiti in ospedale per essere ricoverati in isolamento. Tutti i test effettuati su di loro per verificare la presenza del virus sono risultati negativi e, infine, i due hanno potuto concludere il loro periodo di quarantena.

Tuttavia, la vicenda non si è conclusa qui. In Pennsylvania, dove vive la madre di Frank e dove l’uomo è andato insieme a sua figlia dopo la quarantena,  padre e figlia sono stati raggiunti da delle fatture mediche da pagare. Nello specifico, si trattava di una richiesta di 3.918 dollari da versare per l’assistenza sanitaria ricevuta (comprensiva di spese per le radiografie e per le ambulanze impiegate nel loro caso).

Frank Wucinski, che da tempo vive e lavora in Cina, non è coperto per queste spese sanitarie in quanto la società per cui lavora gli garantisce delle coperture valide solo in Cina. L’uomo si è quindi sentito arrivare un macigno sulla testa, vista anche la difficoltà che ha riconosciuto di avere nel far fronte a quel conto salato. L’uomo pensava che la quarantena fosse, per così dire, spesata.

Il Sistema sanitario italiano a confronto con quello statunitense, le assicurazioni che i cittadini con poco reddito non possono permettersi

La mia domanda è perché ci vengono addebitati questi soggiorni, se sono obbligatori e non abbiamo scelta in merito?“, ha chiesto Wucinski. L’uomo si è lamentato inviando una mail a un apposito indirizzo di posta elettronica. Pare che non abbia ottenuto risposta, ma c’è anche una buona notizia: sembra che le agenzie governative si stiamo muovendo sulla fatturazione di questi casi e che sarà esaminato anche il caso di Wucinski.

Dopo questo caso, Frank ha paura. Non ha un’assicurazione medica e sta valutando di aderire al programma assicurativo pubblico che copre i cittadini americani a basso reddito. L’uomo deve  portare la piccola Annabel dal medico, a causa di un problema agli occhi (la piccola sbatte le palpebre in maniera anomala) che potrebbe essere stato cagionato dallo stress della quarantena. La sua preoccupazione è una sola: senza assicurazione medica dovrà pagare per aiutare la figlioletta.

Maria Mento

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