Coronavirus, benedizioni dal cielo per i paesi colpiti dall’epidemia: la storia di don Gianni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:20

E’ una storia che distende gli animi e fa sorridere con tenerezza.

E’ la storia di un parroco di un paesino della Bassa padana, appassionato di volo, che si libra nel cielo e dall’alto dispensa benedizioni alle cittadine colpite dall’epidemia di coronavirus.

Lui è don Gianni Regolani, parroco di Polesine Zibello, cittadina nel Parmense, da oltre 30 anni.

Quello che fa è volare nei cieli delle aree della bassa colpite dal virus e, da un’ultraleggero, far partire benedizioni per le cittadine sottostanti.

A narrare la sua vicenda è proprio don Gianni, interpellato da ‘Il Giorno’: “Il cielo apre quel piccolo mondo che noi sperimentiamo sulla terra. Il mio istruttore di volo diceva e ha fatto incidere sulla sua tomba: ‘Chi scende dal cielo desidera ritornarvi’”.

E così lui – classe ’41 – continua a volare.

E lo fa per benedire i cittadini dei paesi colpiti dall’epidemia del coronavirus.

Ma com’è nata l’idea?

“Ho sentito via WhatsApp il messaggio vocale di don Gabriele Bernadelli, parroco di Castiglione d’Adda. Annunciava che dopo avere celebrato la messa a porte chiuse sarebbe uscito sul sagrato della sua chiesa portando il Santissimo. Gli ho telefonato per comunicargli la mia intenzione di effettuare una benedizione dall’alto. ‘Guardi, è bello che la gente alzi gli occhi verso il cielo. Alle tre e mezzo del pomeriggio vedrete un aereo bianco. Se volete, potete farvi segno della croce perché in quel momento scenderà su di voi la benedizione’. Così ho fatto. Ho volteggiato per tre o quattro volte sopra Castiglione d’Adda. Poi sono tornato e ho fatto lo stesso sulle tre parrocchie del mio paese”.

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