La moglie dell’uomo deceduto per il consumo di bevande energetiche: “Sono come una roulette russa, vanno vietate”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:05

Cassondra Reynolds ha chiesto un divieto di vendita di bevande energetiche dopo l’arresto cardiaco del marito

Arriva dall’America la tragica vicenda di Cassondra, la donna che sta lottando con tutte le sue forze per l’eliminazione dal commercio delle bevande energetiche che le hanno portato via troppo presto il suo amato marito Jhon. 

La tragica vicenda di Jhon

La 49enne Cassondra Reynolds ha deciso di condividere con tutto il mondo la sua storia affinché tragedie del genere non accadano più. Suo marito Jhon è venuto a mancare prematuramente, lasciando lei e i tre figli. Il motivo? Il suo consumo quotidiano di bevande energetiche gli ha causato un arresto cardiaco fatale. Jhon, a causa del suo lavoro da meccanico, era costretto a svolgere molto spesso turni di notte. Per poter affrontare con maggiore concentrazione le nottate lavorative, l’uomo beveva spesso bevande energetiche, non sapendo, però, che lo avrebbero condotto alla morte. La tragica vicenda è avvenuta in una notte di febbraio del 2011 quando Cassondra, sentendo il marito ansimare nel sonno, decise nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi di eseguire una rianimazione cardiopolmonare. L’uomo, dopo che i medici hanno appurato che si trattasse di un attacco cardiaco, era stato immediatamente trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto a coma farmacologico indotto nel tentativo di salvargli la vita. Jhon ha lottato, ma non ce l’ha fatta: 14 giorni dopo l’infarto è stata dichiarata la sua morte cerebrale. Fu lasciata a Cassondra la terribile scelta di disattivare il supporto medico che lo teneva in vita. “John era sano, si allenava tutti i giorni, aveva avuto un esame fisico completo il mese prima e tutti i suoi risultati erano tutti regolari” – ha raccontato la donna – “Quando è andato in ospedale, il medico mi ha detto che i suoi livelli di zucchero erano alle stelle e mi fece ogni sorta di domanda sul suo stile di vita, chiedendomi perfino se prendesse droghe e se avesse problemi di salute – e ha aggiunto – “Alla fine, il dottore mi ha chiesto se avesse bevuto bevande energetiche, domanda alla quale ho risposto di sì, ma solo una volta al giorno. Ha spiegato immediatamente che basta una sola bevanda energetica per liberare il ritmo del cuore causando un’aritmia cardiaca.” Secondo i medici, il cuore dell’uomo era quello di un 25enne. Jhon non beveva né fumava, ed era quindi impossibile che potesse avere attacchi cardiaci per altri motivi derivanti dallo stile di vita.

La lotta di Cassondra contro le bevande energizzanti

Per Cassondra è stato un vero e proprio trauma. Era sposata con Jhon da 10 anni, con cui ha avuto tre figli che, al momento della morte del padre, avevano cinque, sei e otto anni. Ma la donna, nonostante la terribile tragedia, ha deciso di non arrendersi e di raccontare a tutto il mondo la sua storia affinché nessuna famiglia, come la sua, dovesse subire un dolore simile. Nove anni dopo Cassondra sta lottando con tutte le sue forze per la creazione di leggi ad hoc che limitino il consumo di bevande energizzanti. La donna ha deciso di lanciare un progetto di sensibilizzazione che mira a rendere consapevoli le persone sui pericoli derivanti dall’utilizzo di bevande energetiche e di integratori pre-allenamento. “Se sospetti che la persona amata abbia avuto una reazione avversa a queste bevande, segnalalo alla tua agenzia alimentare governativa” – ha detto Cassondra – “Queste bevande non sono sufficientemente testate e non esiste un limite di età negli Stati Uniti per chi può acquistare queste bevande.” La vedova ha raccontato che, come lei, altre famiglie sono state distrutte da decessi causati dal consumo di queste bevande, che in alcune occasioni hanno portato al decesso anche di ragazzi molto più giovani del marito. Queste storie, però, non vengono mai portate all’attenzione dell’opinione pubblica e del governo. Ha così deciso di fondare un gruppo Facebook chiamato “Energy Drink e Pre-Workout Awareness”, che attualmente conta 11mila iscritti. La speranza è quella che il governo americano possa finalmente sensibilizzare la sua popolazione sugli effetti devastanti derivanti dal consumo sincronico di caffeina, zuccheri e stimolanti aggiuntivi. 

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