Cornavirus, Matteo Renzi a Radio Capital: “Ci vuole uno che comandi ma niente governissimo”

Lunga intervista rilasciata da Matteo Renzi a Radio Capital.

L’ex premier ha parlato dell’emergenza coronavirus, soffermandosi su vari aspetti.

In prima battutta, ha sottolineato la necessità di qualcuno che prenda in mano la situazione: “L’emergenza è legata al fatto che il virus è molto contagioso, non per la mortalità. Io non sono il premier ma ci deve essere una catena in cui tutti i giorni il messaggio deve essere chiaro. Su questa parte, alla fine dell’emergenza, dovremo ragionare. Per esempio: ha senso continuare con questa autonomia delle Regioni? Secondo me, ci vuole uno che comandi“.

Nonostante ciò, Renzi ha escluso l’ipotesi governissimo (che pare abbia in precedenza serpeggiato dentro Italia viva): “Niente governissimo, niente caduta di questo governo. E niente cultura del sospetto”.

E se il sospetto è quello di un asse con Salvini, Renzi ha spiegato le dinamiche legate al messaggio inviato dall’ex premier al governatore della Lombardia: “Conosco Fontana da vent’anni, l’ho visto in difficoltà e gli ho mandato quel messaggio. Ma avevo anche telefonato a Conte. Di fronte alle difficoltà, un Paese civile reagisce non sospettando inciuci”.

Renzi ha quindi proseguito spiegando la gravità della situazione, ad esempio per il compartimento turistico (un compartimento che – secondo Confturismo – ha già perso complessivamente 7 miliardi di euro): “l’emergenza è molto seria. Dal punto di vista del turismo, c’è una situazione peggiore dell’11 Settembre. La zona rossa economica è tutta Italia”. Nonostante ciò, Renzi ha speranza nel fatto che si uscirà rapidamente da questa crisi: “Queste sono crisi a V: si va giù in modo rapido e con la stessa velocità si torna su. Intanto, però, le aziende muoiono. Qui entra in campo il valore dell’Europa, è un altro modo per dare liquidità”

Per finire, una battuta sul video di pessimo gusto mandato in onda dalla rete francese Canal+: “Quella di Canal+ era una trasmissione satirica. I danni li abbiamo fatti prima noi”.