Coronavirus, lo psicanalista Zoja: “La globalizzazione ha un costo e lo stiamo imparando”

impennata di morti nel regno unitoIntervistato sugli effetti del coronavirus, lo psicanalista Zoja ha spiegato che l’epidemia non dovrebbe intaccare il nostro stile di vita a lungo.

Le misure restrittive approvate dal governo avranno un peso specifico sulla vita degli italiani. Non solo sono vietati gli eventi pubblici come concerti, partite di calcio, o attività quotidiane come la scuola o di svago come andare al cinema o in discoteca, ma sono vietati anche i contatti fisici. Certo si tratta di una misura temporanea e di divieti che (si spera) ad aprile saranno solo un brutto ricordo. Appena il pericolo di diffusione del virus sarà scongiurato potremo tutti tornare alle nostre abitudini.

Leggi anche ->Scuole e università chiuse in Italia fino al 15 marzo per l’emergenza Coronavirus – VIDEO

Per capire quale tipo d’impatto possano avere questi divieti, ‘La Stampa‘ ha intervistato il noto psicanalista Luigi Zoja. Questo spiega che, per quanto riguarda le abitudini, il virus non è il vero problema: “Non credo. Non è il virus il nostro vero problema. Nel mio libro Paranoia, scritto in seguito agli attentati di New York dell’11 settembre, ho raccontato che i mezzi di comunicazione sono stati uno dei più grandi progressi dell’ umanità ma anche uno dei più grandi problemi. I giornali si potevano manipolare, tv e radio ci hanno condizionato, ora i social fanno di peggio. È questo il problema, non il virus”.

Leggi anche ->Coronavirus, uomo di 36 anni morto in hotel: era stato dimesso dall’ospedale cinque giorni prima

Coronavirus, il problema è la globalizzazione?

Chiarito questo, allo psicanalista viene chiesto quali danni psicologici possa apportare questa epidemia e Zoja ancora una volta sposta il focus su problematiche più pressanti: “Nessuno parla mai di una cosa importantissima: per un secolo, dopo Freud, la sessualità ha continuato ad aumentare, è stato sdoganato tutto. Negli ultimi due decenni però i dati ci dicono che la sessualità sta crollando nelle società. Certo, la sessualità non viene conteggiata nel pil ma c’ entra con la qualità della nostra vita. Un altro problema è che altri dati ci dicono che stanno crollando i quozienti d’ intelligenza da quando esistono i social, che per molti aspetti sono anche più pericolosi dei virus. Questi sono i veri problemi della società”.

Successivamente espone la propria idea sul perché il virus ci abbia colto impreparati: “Ma è colpa nostra. Due anni fa l’ Oms aveva dato l’ allarme avvertendo che sarebbe arrivata una ‘malattia X‘ e che avrebbe portato una pandemia. Eccola, è arrivata. La domanda è: abbiamo mai sentito i nostri ministri parlarne? Prepararsi? Acquistare macchinari per la respirazione, mascherine, disinfettanti? No, macché”. Infine conclude suggerendo come concausa di questa rapida e capillare diffusione del virus la globalizzazione: “La globalizzazione ha un costo altissimo e ora lo stiamo imparando. A furia di acquistare prodotti dalla Cina o di esportare lavoro in Romania abbiamo alimentato un circolo vizioso. Nel 2003 la Sars venne controllata perché i rapporti con la Cina erano un decimo di quelli di adesso. Il commercio completamente libero è sotto molti aspetti sbagliato. Credo che dovremo ripensare a tante cose. E questa è un’ opportunità”.