Grecia, al confine gli estremisti di destra danno la caccia ai profughi siriani: sono i militanti di Alba Dorata

I membri della Lega Popolare-Alba Dorata, partito che in Grecia rappresenta l’estrema destra, sono scesi in azione al confine greco-turco per dare la caccia agli sfollati siriani e ricacciarli indietro

La situazione dei profughi che hanno raggiunto il confine tra la Grecia e la Turchia si fa sempre più critica. Il governo ateniese ha deciso di non far passare i migranti che in queste ore stanno arrivando a frotte dal confine turco. La Polizia ha inviato al fronte le sue pattuglie per monitorare la situazione.

Ma non ci sono solo i poliziotti: in un clima che sembra quasi di collaborazione tra le due parti, spicca anche la presenza dei militanti di Alba Dorata, partito ellenico di estrema destra. I “cacciatori” della Lega Popolare sono attivi anche sull’isola di Lesbo e sono armati. Si attivano per cercare i profughi che hanno varcato il confine e, una volta averli rintracciati, li lasciano nelle mani della Polizia che provvede a rispedirli indietro.

Profughi “cacciati” dal confine greco dai militanti di estrema destra, in 500 alla guida di Theoharidis

I profughi che hanno lasciato la Turchia e che hanno provato a entrare in Grecia, anche spostandosi via mare, stanno vivendo un dramma nel dramma. Il Paese ellenico li ha respinti e ha schierato le Forze dell’Ordine alle frontiere. Gli esponenti di estrema destra che militano nella Lega Popolare-Alba Dorata sono scesi in campo per “aiutare” gli agenti: schieratisi a fianco dei poliziotti, stanno cercando i migranti che sono riusciti a oltrepassare il limite territoriale allo scopo di farli indietreggiare.

Si tratta di militanti che, come racconta la Repubblica, sono armati. Sono circa 500, pattugliano la regione di Evros e sono guidati dal loro leader, Dinos Theoharidis. Alcuni imbracciano fucili da caccia, altri pistole automatiche o altre attrezzature militari.

Profughi “cacciati” dal confine greco dai militanti di estrema destra, il clima è teso anche a Lesbo

Stessa situazione a Lesbo, dove invece di agire via terra si agisce per mare al fianco della Guardia Costiera per fermare i gommoni pronti ad approdare. Lo stesso leader del gruppo ha parlato del fatto di essersi organizzarti dopo essere stati abbandonati dalla politica. Ha le idee molto chiare sui nemici contro cui si combatte: i professionisti turchi dei servizi segreti. “Sono loro quelli in prima linea, gente preparata che sa fare la guerra. Per questo dovremmo andare anche noi cacciatori lì davanti, perché con la Turchia è una guerra“, ha spiegato Theoharidis, lasciando intendere come il gruppo vorrebbe partecipare alle operazioni militari.

Maria Mento