A Lesbo per “cacciare migranti”, gruppo di tedeschi neonazisti viene picchiato

Mentre tutto il mondo pensa (anche giustamente) al coronavirus, alle porte dell’Europa si sta vivendo una situazione drammatica, con decine di migliaia di profughi siriani (le cifre differiscono tra una fonte e l’altra) in balia degli umori di Grecia e Turchia.

E se non bastasse il dramma in sé (e i modi poco urbani di alcune delle parti coinvolte nella vicenda – vedasi la Guardia costiera greca), ci si mettono anche i militanti di estrema destra.

Ma non solo i locali di Alba Dorata (di cui abbiamo già parlato), ma anche stranieri venuti da altre nazioni.

Nello specifico, parliamo di un gruppo di tedeschi di Generazione Identitaria.

Il gruppo si presenta su internet come “un movimento apartitico nato per opera di giovani identitari italiani animati dall’amore verso la propria terra” (ci rifacciamo al sito internet in italiano di Generazione Identitaria).

In realtà, è un gruppo nato in Francia (e poi diffusosi in molte parti d’Europa e Nord America) che si batte per fermare i flussi migratori, con le buone o con le cattive.

Nello specifico, tre militanti tedeschi del gruppo sono andati in Grecia per “cacciare rifugiati”.

A raccontarlo, il giornalista spagnolo Hibai Arbide Aza.

Che però ha mostrato con una foto su Twitter com’è andata a finire:

Il gruppetto di neonazisti tedeschi è stato infatti picchiato da un gruppo di antifascisti greci (e non sono pochi, gli antifa ellenici).

Alcuni testimoni hanno detto che – dopo le botte – i neonazi avrebbero minacciato i locali gridandogli: “Vi ridurremo come a Kalavryta”.

Una minaccia inqualificabile, dato che fa riferimento ad un terribile crimine di guerra (se volete sapere di più del massacro in questione, potete consultare questa pagina Wikipedia dedicata alla vicenda).