Coronavirus, LeBron James e l’ipotesi delle porte chiuse: “Io in un palazzetto vuoto non gioco”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:28

C’è chi direbbe di no allo sport a porte chiuse.

E non è un dirigente italiano né un calciatore europeo ma uno dei più grandi protagonisti dello sport statunitense.

Parliamo di LeBron James, uno dei giocatori di basket più forti della storia (sicuramente uno dei più forti della sua generazione), che – dinnanzi all’ipotesi di giocare a porte chiuse – ha dichiarato che sarebbe pronto a non scendere in campo.

“Senza tifosi non gioco, abbiamo bisogno dei tifosi, io gioco per loro, che facciano quel che vogliono, ma io in un palazzetto vuoto non gioco”: sono queste le parole del campione dei LA Lakers, riprotate da Repubblica.it.

Fino ad oggi, le disposizioni inviate dall’Nba alle varie franchigie impongono di evitare autografi, selfie e di limitare al massimo in assoluto i contatti con tifosi ed avversari (niente “high five”, per intederci – paradossale però in uno sport dove i contatti sono all’ordine del giorno come il basket).

Ma nell’ultima comunicazione inviata dalla lega si è ventilata l’ipotesi di giocare alcune partite a porte chiuse.

Ma LeBron James non ci starebbe.

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