Coronavirus, l’ex Ministro Giulia Grillo si scaglia contro la disinformazione dei media: “Di virus devono parlare solo i virologi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:42

Credendo fermamente nell’importanza delle parole che sono state da lei pronunciate, riportiamo integralmente il testo del video-appello pubblicato su Facebook dall’ex Ministro Giulia Grillo, Ministro della Salute nel corso del primo governo Conte. Giulia Grillo, laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Medicina Legale, ha voluto redarguire tutti i media che hanno dato delle informazioni errate/fuorvianti su Coronavirus e ha voluto ribadire l’importanza di evitare i contatti umani per limitare i contagi.

L’appello dell’ex Ministro Giulia Grillo sul Coronavirus, i media non devono dare informazioni errate o false

Ciao a tutti. È un momento molto particolare e per questo ho deciso di fare questo video. In effetti, è da un po’ di tempo che ci penso. Ovviamente voglio parlarvi del Coronavirus e voglio dirvi poche cose ma vorrei che vi rimanessero impresse. Una di queste riguarda l’informazione che purtroppo è trapelata, è passata, è stata pompata dai media, e cioè che il Coronavirus sia una normale influenza. Allora, questa informazione è totalmente sbagliata e fuorviante. Il Coronavirus non  è assolutamente una normale influenza: è un virus che causa una malattia che può attaccare i polmoni e può causare insufficienza respiratoria, ed è per questo motivo che le terapie intensive- le cosiddette rianimazioni- cominciano a essere intasate, se non addirittura piene in regioni come la Lombardia.  

Quindi, è una notizia falsa e fuorviante e invito i media,  tutti quelli che fanno i talk show, tutti quelli che pensano al loro giusto share-per carità- a non invitare più a parlare più di virus: politologi, opinionisti, filosofi, politici. Devono parlare di virus i virologi, quindi chi non è virologo non si azzardi più a parlare di virus perché avete contribuito (i media) a diffondere un’informazione totalmente sbagliata”.

L’appello dell’ex Ministro Giulia Grillo sul Coronavirus: “Le terapie intensive hanno posti limitati. Evitate i contatti per limitare i contagi”

Il secondo punto, con cui voglio agganciare il primo, è il problema principale che non è tanto la mortalità, le letalità di questa patologia, che ricordiamo provoca sintomi respiratori. Il fatto è che per sopravvivere, per cercare di superare la fase critica, chi va in fase critica ha bisogno delle terapie intensive. I posti letto in terapia intensiva, in questo Paese, non sono infiniti. Purtroppo no. Sono molto limitati, e soprattutto sono limitati in tutte quelle regione che in questi anni hanno dovuto affrontare dei tagli pesantissime della sanità, e parlo di tutte le regioni del Centro-Sud.

In queste regioni i posti letto sono insufficienti, anche se li stanno aumentando (ma sono comunque pochi). E non solo sono pochi i posti letto, perché voi direte “E che ci vuole? Aumentiamo i posti letto”. No! Perché i posti letti significa che poi ci vuole del personale che poi deve curare quel paziente. Prima di tutto ci vogliono degli anestesisti-rianimatori, che sono nel nostro Paese notoriamente pochi. Pensate che quando mi sono laureata io erano pochi allora,  e pochi erano pochi quando si laureò mio padre. Sono sempre stati pochi perché in questo Paese non si è mai fatta una politica per incentivare la specializzazione rianimazione, ma questo è un altro punto.

Quindi, quello che voglio dirvi è che le possibilità in rianimazione non sono infinite. Mi dispiace, non sono infinite. Quindi noi dobbiamo tenere conto di questo. E le rianimazioni non accolgono solo pazienti affetti da insufficienze respiratorie acuta o da Coronavirus. Le rianimazioni accolgono tutti gli altri pazienti: incidenti stradali,  traumi cranici, ictus e chi più ne ha più ne metta. Cosa facciamo? Dobbiamo fare poi la selezione dei pazienti, com’è uscito in alcuni giornali? Ecco. Noi dobbiamo totalmente evitare questo scenario. Allora, quello che voi e tutti noi dobbiamo fare in questo momento è una cosa sola: evitare i contatti per evitare i contagi. Non c’è un altro  modo. Abbiamo detto di starnutire nella piega del gomito (non lo fa nessuno), abbiamo detto di lavarsi le mani. Benissimo, ci laviamo le mani, ma come ben vedete questo è un virus respiratorio, quindi si propaga da una persona a un’altra. Ci sono molti asintomatici che lo propagano agli altri , quindi noi non possiamo sapere- quando andiamo in giro- se la persona di fronte a noi  una persona che ha il virus oppure no. Quindi l’unico modo che è veramente efficace è evitare i contatti per evitare i contagi”.

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