Coronavirus, il prof Marinari avverte: “Se continuasse così tra 10 giorni potremmo avere problemi… seri!”

Ospite del programma ‘Petrolio’, il professore di fisica Marinari ha mostrato un modello di calcolo della diffusione del Coronavirus, spiegando i rischi a cui potremmo andare incontro.

Ormai da diverse settimane gli italiani sono sommersi di notizie sul Coronavirus. Questo perché la situazione riguardante la diffusione del contagio e i provvedimenti del governo sono in costante aggiornamento. Le autorità sanitarie hanno chiarito in diverse occasioni che il virus non è altamente letale (la percentuale rimane sul 2-3%), ma che bisogna in ogni caso non sottovalutare la situazione. In questo senso vanno le nuove misure che prevedono l’allargamento della zona rossa e i divieti di assembramento.

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Ciò che rende pericoloso il Coronavirus, infatti, è la sua alta contagiosità. Il Covid – 19 si diffonde molto rapidamente e questo comporta che un alto numero di persone può avere necessità di cure specifiche, dunque necessità di ricovero in rianimazione. Il problema dunque è più che altro legato alla sostenibilità di cure mediche per un numero così grande di persone. Qualora si dovesse superare il numero dei posti letto a disposizione, i decessi aumenterebbero in maniera vertiginosa.

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Coronavirus, prof. Marinari: “Entro dieci giorni potrebbero esserci problemi seri”

A spiegare bene questa situazione è stato il professore Enzo Marinari, docente di Fisica dell’università Sapienza di Roma. Questo ha spiegato in un servizio del programma Rai ‘Petrolio’ di aver sviluppato un modello matematico per studiare l’andamento dell’epidemia. Nell’intervista il docente spiega che il fattore principe da considerare: la Variabile R0. Si tratta della capacità di un virus di contagiare: “Dato un paziente, quanti pazienti è in grado di contagiare in assenza di misure di contenimento”, spiega Marinari per poi aggiungere: “Se questo numero è grande l’epidemia si diffonde, se è molto grande si diffonde più rapidamente. Se questo numero scende sotto 1, l’epidemia si ferma”.

Chiarito questo il professore spiega che il Coronavirus ha una variabile R0 di 2.4, il che significa che ogni persona contagiata ne può infettare altre 2,5 di media. Per fare capire quanto è contagioso, nel servizio lo mettono a confronto con  con il virus dell’influenza comune, la quale ha un fattore R0 di 1,3 contagi a persona. Attraverso il modello creato dal professore  si vede inoltre che i dati portano ad osservare un raddoppio dei casi (contagio, ospedalizzati, gravi) ogni 2,5 giorni. Il problema risiede proprio nell’andamento costante del contagio e nell’aumento esponenziale dei casi.

Se l’andamento dovesse rimanere costante, quindi, comincerebbero a scarseggiare le strutture adatte a curare i pazienti entro breve. Su questo aspetto Marinari è piuttosto chiaro e dice: “Questo può essere drammatico. Il sistema sanitario nazionale è sotto grandissimo stress. Se si arrivasse a riempire le rianimazioni, questo potrebbe causare delle vittime e non solo di chi ha il Coronavirus, ma anche di quelli che di questi macchinari di rianimazione avrebbero bisogno”.

Infine gli viene chiesto quanto tempo ci vorrebbe, se l’andamento del contagio non dovesse diminuire, a riempire i posti disponibili nelle sale rianimazione del nostro Paese e il professore ha risposto: “Noi abbiamo circa 5000 sale rianimazione in Italia, se continuasse così, forse tra 10 giorni potremmo avere problemi… seri!”.