Il Coronavirus è un’arma biologica creata dagli USA? La fake news spopola in Russia e Iran

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:03

Gli Usa lottano quotidianamente per smentire le fake news sul Coronavirus: l’ultima riguarda la presunta guerra batteriologica avviata contro la Cina.

Se non bastasse il clima di ansia e tensione creato dal bilancio crescente del Coronavirus e dalle misure restrittive per limitarlo, sul web c’è chi si diletta a diffondere fake news sulla genesi del Covid-19. Una delle più accreditate fino a poco tempo fa parlava di virus modificato in un laboratorio di Wuhan che era sfuggito al controllo (molto Resident Evil). La presunta rivelazione segreta è stata più volte smentita dall’Oms e dalle autorità. Le istituzioni però non hanno ancora vinto la battaglia alle fake news e ne sanno qualcosa negli Usa.

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Pare infatti che su molti account Twitter e Instagram creati in Russia si stia propagando la fake news di una guerra batteriologica avviata dagli Stati Uniti contro la Cina. Gli autori della bufala puntano sul fatto che tutti sanno dei dazi doganali imposti al Paese asiatico e della crescita economica dei cinesi in questi anni. Con un tale presupposto è facile diffondere sul web la falsa credenza che Trump possa aver ordito un simile attacco.

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Coronavirus, la lotta degli Usa alle fake news

Secondo quanto riporta il ‘Daily Star‘ negli Stati Uniti sarebbe stato creato un organo di controllo per bloccare la diffusione delle notizie fasulle e qualcosa di simile è stato fatto anche in Gran Bretagna, dove le teorie complottiste si stanno diffondendo rapidamente. Parlando proprio di questa problematica, il ministro britannico della cultura Oliver Dowden ha dichiarato: “Difendere la nostra nazione dalla disinformazione e dalle interferenze di internet è di prioritaria importanza”.

A diffondere le notizie false non ci sarebbero solo i misteriosi attori russi, ma anche il generale iraniano Hossein Salami che, stando a quanto riportato su ‘Daily News’, avrebbe dichiarato: “La Nazione sta affrontando una guerra batteriologica. Prevarremo su questo virus che potrebbe essere frutto di un attacco batteriologico dell’America, dapprima portato in Cina e poi nel resto del mondo”.

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