Coronavirus, intervista all’ex ministro Giulia Grillo: “Salvini? Ha cambiato posizione un centinaio di volte”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:49
(Screenshot Instagram)

Dopo aver chiarito la necessità di disporre delle misure più drastiche per evitare la diffusione ulteriore del Coronavirus, in questa seconda parte dell’intervista (Clicca qui per leggere la prima) l’ex ministro analizza il lavoro del governo. Inoltre risponde alle dichiarazioni di Salvini di ieri:

Intanto il Governo ha annunciato lo stanziamento di 25 miliardi, cosa può dirci?

Ci saranno sostegni per tutti, per i lavoratori dipendenti, per quelli autonomi, per le partite Iva, per le famiglie; le persone non devono avere paura, dal punto di vista economico ci sarà il sostegno. E’ chiaro che ci sarà un momento di ristrettezza, ma non sarà come dover affrontare un dopoguerra. Lo sarebbe dal punto di vista della salute nel caso in cui noi non riusciremo a contenere il contagio dell’epidemia.

L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera si è sorpreso della “lentezza” del Governo ad adattarsi alla velocità di propagazione del virus, ritiene che l’allargamento delle misure restrittive si potesse effettuare già sabato?

Ma guardi, i tempi della politica non sono celeri. Purtroppo ci sono tante valutazioni da fare e non è assolutamente semplice prendere delle decisioni rapide in queste circostanze. Tutto sommato, però, ritengo che il governo stia reagendo abbastanza tempestivamente. L’unico appunto critico che posso fare è che a mio avviso si sarebbero dovute prendere delle misure più drastiche da prima. Forse in questo modo avremmo potuto evitare alcuni decessi, ma questo purtroppo non lo sapremo mai. E’ sempre più semplice giudicare a posteriori e dall’esterno.

I provvedimenti drastici attuati a Wuhan stanno dando i primi risultati positivi in questi giorni, è possibile immaginare un decorso dell’andamento dei contagi simile a quello che c’è stato in Cina?

Questo non posso dirlo, dipende da troppi fattori. La situazione poi è differente, qui da noi ci sono anche più anziani. Quello che posso dire è che non ci sono molte strade da percorrere, da sempre le epidemie si sono affrontate con l’isolamento e finché non c’è un vaccino non ci sono alternative.

Il tre aprile è una data indicativa, ritiene che le misure possano essere prolungate ulteriormente?

Le restrizioni non estreme potrebbero essere prolungate anche oltre. Per quanto riguarda le restrizioni di cui parlo io, come ad esempio il blocco delle attività lavorative, invece non possono durare troppo a lungo. Devono durare il tempo limitato a bloccare il grosso del contagio. Successivamente devono essere applicate delle misure importanti ma meno restrittive, anche perché è necessario che la vita vada avanti.

Matteo Salvini ha palesato il proprio scontento, sostenendo che il Governo stia temporeggiando troppo e che non si rende conto dell’emergenza sanitaria, cosa ne pensa di queste dichiarazioni?

Se sul mero concetto delle misure più drastiche posso trovarmi d’accordo, c’è da dire che lui ha cambiato posizione un centinaio di volte. Io, vista anche la mia competenza in ambito medico, sono sempre stata su questa posizione, mentre lui ha detto tutto e il contrario di tutto. Detto questo, ritengo che sia facile criticare quando si è all’opposizione, quando non si deve tenere conto di tutto prima di prendere una decisione. Credo che il Presidente del Consiglio stia tenendo in considerazione questo genere di misure, ma non è semplice prendere una simile decisione. C’è anche l’aspetto economico che stanno valutando in questo momento. Per le opposizioni è molto semplice parlare, lui (Salvini, ndr) parla di stanziare 60 miliardi, una cifra folle che non avrebbe ottenuto nemmeno lui. Fa questo genere di proposte sulla base di una copertura economica inesistente.

Il professor Marinari dell’Università di Fisica della Sapienza ritiene che le strutture ospedaliere potrebbero giungere al collasso entro 15-20 giorni se il numero di contagi giornalieri non diminuirà, come procedono le misure del governo sui rifornimenti sanitari e le assunzioni?

Sulle tempistiche di potenziamento, dunque sull’arrivo di rifornimenti e sulle assunzioni, purtroppo non ci sono dati certi, c’è una carenza informativa in tal senso. L’unica cosa che so per certo è che la Protezione Civile ha impegnato la produzione di un’azienda italiana che produce respiratori – ce ne sono solo quattro nel mondo – solo per il nostro Paese. Quindi rifornirà di 650 respiratori (il numero preciso non è ancora certo, ndr) il sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda le assunzioni al momento non le saprei dire. So che tutte le Regioni si stanno organizzando per creare altri posti letto in rianimazione, che sono stati individuati ospedali dedicati al Covid in ogni Provincia (o due, tre Province principali) e che si stanno valutando strutture dismesse o in dismissione per essere utilizzate eventualmente per l’isolamento dei pazienti.

Ritiene che appoggiarsi alla sanità privata possa velocizzare il processo di potenziamento?

Le strutture private sono già state “precettate” a mettersi a disposizione per le emergenze e già lo stanno facendo, mettendo a disposizione i posti letto e la terapia intensiva. In tutta Italia le strutture private daranno una mano. Già oggi la metà dell’ospedalità è privata, senza il loro aiuto non potremmo farcela.

FS

 

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