Coronavirus, di quanti posti letto di terapia intensiva dispone l’Italia? Cerchiamo di fare chiarezza

terapie intensive al limite

Le misure restrittive adottate in questi giorni dal Governo italiano hanno lo scopo di arginare i contagi da Coronavirus, in modo tale da non sovraccaricare le già intasate terapie intensive. Ma di quanti posti letto può contare in tutto l’Italia? 

Del Coronavirus abbiamo capito che si tratta di un virus capace di attaccare pesantemente le vie respiratorie delle persone. Ragion per cui, ed è stato detto in tutte le salse (recentemente anche dall’ex Ministro della Salute Giulia Grillo), bisogna cercare di stare in casa per non essere contagiati e per non rischiare di appesantire le terapie intensive del nostro Paese. I posti letto sono pochi e si potrebbe decidere, come extrema ratio, di stabilire delle priorità nella cura dei malati.

Secondo i dati riportati da diverse testate giornalistiche (come Il Messaggero o Linkiesta), in generale l’Italia disporne di 5.090 posti letto di terapia intensiva. Questo in tempi normali e senza l’incremento dei posti letto resosi necessario per fronteggiare l’emergenza. Cerchiamo, per quanto possibile (viste anche le notizie contrastanti tra loro e di non sempre facile interpretazione che si possono reperire su internet), di scendere maggiormente nel dettaglio.

Posti letto in terapia intensiva, la situazione del Nord Italia: Lombardia al collasso

Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio le terapie intensive della Lombardia. In questo momento, secondo dati aggiornati a due giorni fa e riportati da Linkiesta, sono 440 i pazienti affetti da Covid-19 ricoverati negli ospedali lombardi per un totale di 724 posti letti forniti di macchinari per la respirazione. A questi posti si aggiungono i 176 posti letto previsti per pazienti affetti da altre patologie particolari (come i tumori).

Prima dell’inizio dell’emergenza, in Piemonte c’era la disponibilità di 200 posti letto. Si è lavorato per rafforzare e adeguare le strutture ospedaliere per accogliere quanti più pazienti possibili, e ora si è giunti a un totale di 270 posti letto, oltretutto potenziati con dei caschi di ventilazione. Lo ha dichiarato il Presidente Alberto Cirio.

Le cifre riportate trasmesse dalla Regione Veneto, e riportate da Il Mattino di Padova, parlano di 498 posti letto in terapia intensiva. Di questi quasi 500 posti, per l’80% attualmente occupati, sarebbero solo 67 quelli occupati da pazienti affetti da Coronavirus. Si aspetta l’allestimento di ulteriori 120 posti letto da destinare alla terapia subintensiva.

Il Corriere della Sera riporta la cifra di 436 posti letti di rianimazione disponibili, in totale, in Emilia-Romagna. Il Presidente della Regione Bonaccini ha parlato di incremento dei posti con l’allestimento di altri 60 posti.

Posti letto in terapia intensiva, la situazione del Centro Italia: in Lazio ci sono più di 500 posti letto (ma verranno aumentati)

In Lazio (la nostra fonte è Il Messaggero) ci sono in tutto 540 posti letto in terapia intensiva. Per far fronte all’emergenza da Covid-19 verranno allestiti ulteriori 160 posti letto. Questo avverrà grazie alla prossima apertura del Covid-19 Hospital 2 e di un raddoppio del numero dei posti normalmente disponibile all’Istituto Spallanzani.

Posti letto in terapia intensiva, la situazione della Sicilia: Cateno De Luca blinda Messina ma il Ministero dell’Interno gli dice no

La situazione del Sud Italia è particolarmente delicata, causa la minor presenza- rispetto al Nord- di posti letto nelle terapie intensive. Proprio per questo motivo, nei giorni scorsi, la rete si era mobilitata per chiedere alle persone in fuga dalla zona rossa di rimanere dove si trovavano per non mettere in pericolo le regioni del Mezzogiorno. Comunque, da Napoli in giù il numero dei contagi è ancora contenuto e l’andamento dei prossimi giorni saranno decisivi per capire come evolverà la situazione.

Una cosa è sicura: se le criticità presentatesi al Nord avessero colpito il Sud, non ci sarebbe stata la stessa risposta che con notevole difficoltà è arrivata dalla Lombardia e dalle zone limitrofe. Per questa ragione, ieri (prima dell’emanazione dell’ultimo DPCM) il sindaco di Messina Cateno De Luca ha dichiarato di voler “blindare” la città e di voler far chiudere tutte le attività commerciali non di prima necessità della sponda siciliana dello Stretto (lasciando, cioè, attivi supermercati e farmacie). Pertanto, ha emanato un’ordinanza che in queste ore è stata definita come illegittima dal Ministero dell’Interno.

I dati che De Luca afferma di conoscere, al di là dell’ordinanza in sé, sono preoccupanti; ne consegue che la città non possa permettersi di sottovalutare il fattore prevenzione.

Se le Regioni del Centro-Nord sono in emergenza, pur avendo dal punto di vista sanitario strutture all’avanguardiaha detto il sindaco – qui al Sud l’aumento del contagio sarebbe una tragedia annunciata. Da mie riservate notizie, in tutta la provincia di Messina ci sono appena 10 posti letto disponibili in rianimazione; in Sicilia saranno 70 in tutto. Ma anche se fossero 150, rispetto al rischio di una pandemia nel nostro territorio, cosa succederebbe?”.

Il Governatore della Regione Sicilia Sebastiano Musumeci ha dichiarato (lo riporta il Giornale di Sicilia) che la Sicilia dispone di 411 posti letto in rianimazione e si sta adoperando per incrementare questa cifra di 200 unità.

Posti letto in terapia intensiva: le dichiarazioni dei Presidenti delle regioni Campania e Calabria

Le parole di Iole Santelli, il Presidente della Regione Calabria, sulle evidenti difficoltà che sta riscontrando la sua regione nell’affrontare l’emergenza non sono da meno di quelle di De Luca: i posti letti non bastano e ad aver bisogno delle terapie intensive sono anche i pazienti non affetti da Coronavirus. Secondo il piano della Regione è prevista l’attivazione di un ospedale Covid-19 per ciascuna area o azienda provinciale.

“I posti in terapia intensiva sono già quasi tutti occupati da pazienti ordinari. Abbiamo predisposto il piano d’emergenza ma siamo consapevoli dei nostri limiti. Abbiamo bisogno almeno di altri 50 posti di terapia intensiva, 140 tra malattie infettive e pneumologia, personale medico e paramedico”.

Il censimento compiuto dalla Regione Campania per capire quanti posti siano disponibili in terapia intensiva emerge che in tutta la regione ci sono: 156 unità di degenza in pneumologia, 206 posti nei reparti di malattie infettive ad alto isolamento, 272 unità di rianimazione in strutture pubbliche, (a cui vanno aggiunti 72 posti disponibili nelle strutture private e 10 posti di terapia intensiva negli ospedali religiosi). Questi dati sono stati pubblicati da Irpinia post cinque giorni fa.

Sappiamo che meno di una settimana fa il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha dichiarato di essere pronto a utilizzare 20 milioni di euro per raddoppiare il numero dei posti letto.  Nel frattempo sono stati creati 50 nuovi posti letto, 20 dei quali messi a disposizione dei pazienti trasferiti dalla Lombardia. Il problema, sottolineato dallo stesso De Luca, sta nel trovare macchinari e personale.

Articolo in aggiornamento.

Maria Mento