Coronavirus, in Israele aumentano i contagi: il Governo decide di tracciare le persone con i cellulari

Benjamin Netanyahu

Mentre il numero dei contagiati da Covid-19 sale anche in Israele, il governo di Netanyahu avrebbe deciso di tracciare gli spostamenti delle persone per mezzo degli smartphone

Benjamin Netanyahu, attuale Primo Ministro di Israele, ha fatto un discorso alla Nazione per preparare i cittadini alla lotta contro il Coronavirus. Salgono da 127 a 193 i contagi in tutto il Paese e si teme che anche lì, presto, si debbano prendere misure drastiche come quelle già prese in Italia. Gantz, il suo rivale politico, si è detto pronto a entrare in un governo di unità nazionale, capeggiato proprio da Netanyahu.

Allo scopo di contrastare la diffusione del Covid-19 il Governo sarebbe pronto a tutto, persino a utilizzare un software progettato per le unità antiterrorismo. Come agisce questo software? Controlla gli spostamenti delle persone, che saranno tracciate grazie ai loro smartphone e tramite la collaborazione di Shin Bet (agenzia di Intelligence israeliana).

Le misure di Israele contro il Coronavirus, Netanyahu annuncia l’utilizzo di una “tecnologia invasiva”

Scuole e università chiuse, attività ricreative sospese e assembramenti con più di 10 persone vietati, controlli della temperatura per chi si reca al supermercato, quarantena di 14 giorni per chi arriva in aereo dall’estero: sono queste le misure (alcune stabilite di recente) che ha annunciato il Governo di Israele per cercare di limitare i contagi da Coronavirus. I casi, in tutto il Paese, sono saliti a quasi 200 e il Primo Ministro ha parlato ai cittadini spiegando quali saranno i prossimi passi da compiere.

Uno su tutti: non infettarsi e non infettare gli altri. Come fare? Naturalmente, come già detto, vietando determinate attività che presuppongano un contatto sociale. Ma Netanyahu e i suoi sono pronti a sfruttare anche il potere di una tecnologia invasiva che consente di tracciare la posizione dei telefoni cellulari, messa in piedi per ben altri scopi (la lotta al terrorismo). Tra gli scenari che si profilano all’orizzonte, per Israele, c’è quello della possibile chiusura di tutte quelle aziende che offrono servizi non essenziali.

Le misure di Israele contro il Coronavirus, c’è già chi traccia le persone: la folle caccia all’untore innescata dalla Corea del Sud

Tracciare gli spostamenti delle persone contagiate è quello che già sta facendo la Corea del Sud. Un comportamento, questo, che fa molto discutere in quanto non rispettoso di ogni tipo di privacy personale.

Le autorità sanitarie del Paese inviano dei “messaggi di orientamento sulla sicurezza” suoi telefonini delle persone, ricordando loro quali siano gli accorgimenti igienici da usare per evitare il contagio.

Spiega la Repubblica che attraverso i dati GPS forniti dal telefono che riceve gli SMS, le autorità sono in grado di tracciare gli spostamenti delle persone infette. Tramiti altri tipi di controllo, quale quello sulle transazioni effettuate utilizzando una carta di credito, vengono ricostruiti gli spostamenti di queste persone fin da poco prima che i primi sintomi del Covid-19 diventassero visibili.

Il problema è che ai dati così raccolti hanno anche accesso i cittadini, pertanto- sottolinea ancora la Repubblica– quello che si respira in Corea del Sud è un clima da “caccia al contagiato”. Chiunque voglia vedere in che luoghi è stato il contagiato può cliccare su un link- ricevuto via SMS- che lo indirizza al sito di un ufficio distrettuale sui cui è possibile visionare l’elenco. Gli sms che parlano dei contagiati non ne fanno il nome: specificano solo il sesso e la fascia di età della persona malata.

Ma i dati intimi di queste persone (come nome, foto, dettagli personali e persino informazioni su eventuali adulteri), indagando bene, si reperiscono agevolmente tramite query. Così, sono diverse le persone che sono diventate bersaglio di insulti o di tentate spedizioni punitive.

Le attività commerciali che sono state visitate dalle persone infette non hanno una sorte migliore; alcune sono state chiuse, e rischiano ora di fallire; altre hanno subito ricatti da parte di persone che dichiarano di essere infette e che hanno chiesto denaro ai titolari per non rivelare alle autorità di essere state lì.

Maria Mento