Coronavirus, parla l’ex Ministro Giulia Grillo: “Bisogna sottoporre a tampone il personale sanitario e le persone a rischio”

Foto in evidenza: Stefano Montesi via Getty Images

Dopo aver pubblicato un video su Facebook in cui spiegava l’importanza di rimanere a casa, ieri sera l’ex Ministro Giulia Grillo ha replicato e stavolta ha parlato del personale medico che in questo momento è in prima linea

L’ex Ministro della Sanità Giulia Grillo è tornata a parlare di Coronavirus e lo ha fatto ieri sera, pubblicando un altro video sul suo profilo Facebook. Questa volta, le sue parole ruotano intorno alla questione dei tamponi e del personale medico e sanitario italiano.  

Così come abbiamo fatto per il precedente video pubblicato dall’ex Ministro, e sempre nella convinzione che le sue parole siano giuste e piene di responsabilità, anche stavolta decidiamo di pubblicare per intero il contenuto del suo messaggio.

L’ex Ministro Giulia Grillo parla della necessità dei tamponi, il sostegno mediatico che in questo momento difficile sta arrivando al personale ospedaliero di tutta Italia

Ciao, allora vi parlo qui dalla mia quarantena casalinga che immagino stiate facendo anche voi. Sappiamo tutti che è molto pesante ma assolutamente necessario. Allora, io vedo in questo  tante iniziative comunicative, mediatiche a sostegno  dei nostri sanitari, dei nostri medici, infermieri, di tutto il personale che assiste i pazienti in queste ore, in questi giorni , in queste settimane e probabilmente saranno anche mesi. Tutto questo è bellissimo, però io ritengo che bisogna fare di più e allora oggi ho fatto una richiesta e la condivido con voi perché mi arrivano veramente tante segnalazioni e questa è una cosa che mi fa veramente male, oltre a non avere tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per i nostri sanitari, e questa segnalazione mi arriva praticamente da tutta Italia. Ora, io so che il Governo sta provvedendo  però certamente capite che questo gerundio più dura e più è pericoloso per la salute dei nostri operatori sanitari, ma il secondo aspetto su cui voglio insistere è quello dei tamponi”.

L’ex Ministro Giulia Grillo parla della necessità dei tamponi, la direttiva che ha stabilito di non effettuare più tamponi sugli asintomatici

“Allora, come voi ben sapete per una Direttiva Ministeriale– che peraltro io non ho condiviso – che è stata emanata poco dopo il primo caso di Codogno è stato detto che si sarebbero dovuti fare i tamponi solo ai positivi sintomatici, cioè  solo ai sintomatici si facevano e si fanno tuttora i tamponi per vedere se effettivamente hanno il virus oppure no. Cosa che prima di quella circolare – quindi poco prima, la circolare credo che sia del 23-24 febbraio, non ricordo- si faceva anche agli asintomatici. A un certo punto è stata presa questa decisione perché così avrebbe detto l’OMS. Sta di fatto che prima di quel 23-24 febbraio invece non avveniva in questa maniera. Questo cosa significa? Significa che i nostri operatori sanitari che sono in contatto stretto con questi pazienti, e che in qualche modo possono avere il dubbio di non avere eseguito correttamente una proceduta di vestizione o svestizione, o possono avere assistito un malato che solo in un secondo momento si è rivelato essere un contatto positivo, non hanno il diritto-  secondo questa circolare- ad avere fatto il tampone”.

L’ex Ministro Giulia Grillo parla della necessità dei tamponi: “Chiedo che vengano fatti i tamponi a tutto il personale sanitario e a coloro che per lavoro sono esposti al rischio”

Allora, io ritengo- continua l’ex Ministro della Sanità– che questa cosa sia assolutamente inaccettabile. Cioè, noi dobbiamo  immaginare medici, infermieri, operatori sanitari che hanno il compito di curare ma non hanno il compito di rischiare la vita, guardate. Non è questo il loro compito, non fa parte della caratteristica del lavoro che fanno. Nonostante questo lo fanno, rischiano le loro famiglie e non hanno il diritto nemmeno a sapere, nemmeno se lo chiedono loro (perché magari non tutti lo possono chiedere) di avere fatto un tampone. Adesso, io reputo questa situazione inaccettabile e chiedo a gran voce che venga garantito a tutti gli operatori sanitari, come a tutti coloro che in occasioni di lavoro si trovino esposti a un contatto e che quindi per forza devono venire a esporsi al rischio (non perché sono dei matti ma perché lo devono fare per lavoro), io chiedo che venga garantita la possibilità di fare un tampone”. Poi, ancora:

“E sempre sul tampone voglio dire un’altra cosa. Io non sono, per carità, un virologo/un infettivologo , però sento dire da più parti (da infettivologi e virologi di un certo livello) che in effetti restringere così tanto l’uso dei tamponi, tanto da farlo solo ai sintomatici, non è forse senz’altro una buona idea. Per esempio  il Professor Crisanti, se non sbaglio fa parte dell’Università di Padova o comunque del padovano, è uno di quelli che lo sostiene: tanto è vero che proprio in queste ore il governo del Veneto ha deciso di utilizzare i tamponi non solo per i sintomatici ma anche per alcuni asintomatici.  Chiaro che bisogna farli con una strategia, però voi capite bene che di fronte una malattia che si trasmette anche attraverso soggetti totalmente asintomatici, che quindi diffondono il virus ovunque, ecco sarebbe forse più opportuno cercare di avere una casistica precisa di quelli che sono i contagiati perché (e non sono io a dirlo, lo dicono gli specialisti) rispetto ai numeri che noi vediamo i contagiati sono molti, molti di più. E questo ci aiuterebbe anche per la fase 2.0. Quindi chiudo ricordando il mio appello: fate fare i tamponi a tutti i sanitari e a chiunque per loro si debba per forza esporre al rischio del contagio”.