Lady Diana, spunta un misterioso fascicolo non visionabile: nuove ombre sulla morte della Principessa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:32

Sono trascorsi quasi 23 anni dalla morte di Lady Diana, eppure le voci sul complotto che sarebbe stato ordito ai suoi danni (con successivo insabbiamento dei fatti) sono più forti che mai

Sulla tragica scomparsa di Lady Diana (31 agosto 1997) si sono già sprecati fiumi d’inchiostro. Nonostante questo, sono troppi i misteri (veritieri o presunti tali) che sono stati raccontati da giornali, libri e televisione, tanto che giungere a una verità assoluta dei fatti sembra pura utopia.

Il tabloid inglese Daily Star ha pubblicato il racconto di come- 23 anni dopo la morte dell’ex moglie del Principe Carlo- stiano venendo a galla dei nuovi sospetti sulla teoria dell’insabbiamento. Pare che i tribunali francesi stiano bloccando l’accesso a un fascicolo relativo all’incidente mortale avvenuto nel tunnel che corre sotto il Ponte de l’Alma, a Parigi.

Nuove ombre sulla morte di Lady Diana: Henri Paul che guidava in stato di ebbrezza, la relazione scomoda di Diana e Dodi Al Fayed. Ecco le incongruenze principali del caso

L’incidente stradale mortale in cui perse la vita Lady Diana, in quella tragica notte del 31 agosto 1997, da 23 anni è al centro di sospetti e di teorie del complotto. Cira sette settimane prima di morire, Lady Diana aveva rivelato di aver paura per la sua vita: la Principessa temeva che fosse stata ordita una cospirazione ai suoi danni. Queste rivelazioni hanno contribuito a tirare in mezzo la famiglia reale inglese, da cui tutto sarebbe partito. Ma c’è di più: secondo i complottisti le autorità francesi avrebbero collaborato nella realizzazione del piano omicida, per poi insabbiare le prove.

Il risultato ufficiale delle indagini è noto: si dichiarò che la Principessa Diana (36 anni) era morta insieme al suo ultimo fidanzato, Dodi Al Fayed (42 anni), in un incidente automobilistico provocato dall’inseguimento dei paparazzi e dal fatto che l’autista Henri Paul (41 anni, anche lui deceduto nello schianto) stava, in quel momento, guidando in stato di ebbrezza.

La fondatezza di quanto sostenuto dai complottisti si troverebbe nella manipolazione delle prove, e soprattutto nella manomissione dei campioni di sangue appartenenti a Henri Paul, manomessi ad hoc per fare apparire che l’autista stesse guidando da ubriaco. Questa, almeno, è la teoria ripresa nel 2010 dal giornalista John Morgan, autore del libro “Diana Inquest: The Untold Story”.

Anche le dichiarazioni rilasciate dal magnate Mohamed Al Fayed, padre di Dodi, raccontano un qualcosa di simile: per Al Fayed senior, Henri Paul non era ubriaco la notte dell’incidente. Semmai, bisognava guardare a quello che infastidiva la famiglia reale: proprio la relazione amorosa (non vista di buon occhio) tra suo figlio e la Principessa.

Ora, il Daily Star riporta le testimonianze di una persona a cui la Polizia francese avrebbe espressamente impedito di recarsi nel Regno Unito  e l’esistenza di un fascicolo che per la legge francese sarà reso disponibile soltanto tra 75 anni.

Nuove ombre sulla morte di Lady Diana, la testimonianza di Le Van Thanh: è l’uomo che si trovava nel tunnel de l’Alma quella notte

Si tratta di Le Van Thanh (45 anni oggi, 22 anni nel 1997), un uomo di origini vietnamite che all’epoca svolgeva il mestiere di tassista. Quella notte anche lui e la sua vettura, una Fiat Uno bianca, si trovavano nel tunnel dell’Alma: e prima dello schianto fatale la sua macchina sarebbe entrata in collisione con la Mercedes sulla quale viaggiavano Lady Diana e Dodi. Sulla fiancata della vettura sarebbe stata trovata traccia di vernice bianca, proveniente dalla Fiat Uno.

La macchina è stata, successivamente, riverniciata di rosso dallo stesso proprietario. Ebbene, Le Van Thanh ha dichiarato che- quando la polizia del Regno Unito gli chiese di andare negli uffici di Scotland Yard per deporre- la Polizia francese gli disse di non andare in UK perché “le leggi del Paese sono diverse da quelle francesi”.

La questione, comunque, non riguarda solo la testimonianza di questo signore. Si parla di un dossier esclusivamente cartaceo di circa 6mila pagine che i tribunali francesi stanno cercando di rendere inaccessibile fino al 2082. Ovviamente, questo “nascondere” fa sorgere altri interrogativi che vanno ancora ad addensarsi sulla teoria dell’insabbiamento.

Perché la Francia ha ammesso solo tardivamente che questo documento esiste e, dopo un’iniziale apertura, pare che ora voglia “impedire” (ovviamente, usando mezzi assolutamente legali) che venga visionato. Non solo, ma nel 2007 (anno del completamento del dossier) la Francia aveva dichiarato che il fascicolo era scomparso. Un ulteriore mistero che potrebbe essere sintomatico della volontà di non far trapelare il contenuto di quelle pagine? I complottisti credono di sì.

Si parla, quindi, di un dossier non visionabile e questo, scrive il Daily Star, solleva dubbi sulla completezza delle prove che le autorità francesi hanno consegnato ai tempi nelle mani di Lord Stevens, l’ex capo di Scotland Yard che ha condotto l’inchiesta sulla morte di Lady D. in UK. Per tornare alla testimonianza di Le Van Tahnh, nel 2017 lo stesso Stevens dichiarò che non era ancora riuscito a parlare con lui.

Nuove ombre sulla morte di Lady Diana, dubbi sul troncone francese delle indagini: il dossier di 6mila pagine che la Francia renderà accessibile solo nel 2082

Nel file in questione ci sarebbero tutte le prove che la Polizia francese avrebbe raccolto nei 18 mesi d’indagine condotta sull’incidente: foto inedite della scena dell’incidente, dichiarazioni, interviste chiave. Per impedire l’accesso al documento la Francia ha tirato in ballo l’articolo L213-2, relativo all’accesso agli archivi, contenuto nel “Codice del patrimonio”.

Stando a questo articolo, la legge consente il pubblico accesso all’incartamento ma solo 75 anni dopo la data del suo completamento. Il documento è stato completato nel 2007, dopo tre anni di lavoro: sommando i 75 anni che mancano per raggiungere il termine fissato dalla legge si arriva, così, all’anno 2082). È stato anche chiarito che a nessuno sarà consentito di estrarre copia o di fotografarne le pagine prima di quella data.

Maria Mento

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