Coronavirus, il (grande) problema dei senzatetto. 55.000 in Italia, servono soluzioni

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La misura migliore per contenere il coronavirus è certamente restare il più possibile in casa, favorendo un rallentamento del contagio.

Tuttavia, ci sono molte persone che una casa non ce l’hanno. Stiamo parlando dei senzatetto, che in Italia sono all’incirca 55.000. Non appena l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elevato il coronavirus a “pandemia”, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli si è subito attivato per provare a garantire delle strutture di riparo per queste persone.

In particolare, Borrelli ha avviato un dialogo con le amministrazioni locali nel tentativo di trovare soluzioni a questo problema molto serio.

Anche nelle strutture difficile garantire le condizioni minime

Michele Ferraris, responsabile comunicazione di fio.PSD, la federazione che riunisce oltre 130 associazioni che lavorano nel settore in tutta Italia, ha spiegato al Fatto Quotidiano che l’emergenza sanitaria mette a serio rischio la salute dei clochard e anche quella delle altre persone.

“Si sentono ancora più isolati e abbandonati, aumentando il disagio fisico e psichico”, spiega Ferraris. Anche nelle strutture garantire le condizioni minime è davvero molto difficile. I pasti caldi sono diventati una chimera, dato che molte mense hanno dovuto chiudere per mancanza delle condizioni di sicurezza. A ciò si aggiunge lo stop ad alcuni servizi, come ad esempio il rifornimento di indumenti. Serve quindi un impegno maggiore da parte delle istituzioni.