Coronavirus, il rapporto dell’Oms di settembre fa paura: “Un mondo a rischio”

Un rapporto redatto da alcuni esperti su richiesta dell’Oms, già a settembre avvertiva del rischio della diffusione di una pandemia letale.

Coronavirus Cina alcuni guariti nuovamente positivi al testLo scorso settembre un gruppo di esperti del Global Preparedness Monitoring Board aveva redatto per l’Oms il rapporto annuale: “Un mondo a rischio”. Nello studio si prendevano i dati relativi alla febbre suina (H1N1) e quelli sulla diffusione dell’Ebola e si provava ad immaginare cosa sarebbe successo se una patologia di tipo aerea si fosse diffusa al giorno d’oggi. Gli studiosi facevano notare che nel mondo odierno, con le infrastrutture di trasporto che permettono di spostarsi rapidamente da un’area geografica ad un’altra, gli agenti patogeni avrebbero potuto diffondersi con grande rapidità in tutto il mondo.

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Il problema principale di una simile diffusione pandemica, era, secondo gli esperti, l’impreparazione delle strutture sanitarie a fronteggiarla: “La Grande maggioranza dei sistemi sanitari nazionali non sarebbe in grado di gestire un grande afflusso di pazienti infettati da un agente patogeno respiratorio capace di una facile trasmissibilità e di un’elevata mortalità”. In un simile scenario, si prevedeva non solo la morte di milioni di persone, ma anche un tracollo dell’economica globale pari al 5%.

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Coronavirus: il report dell’Oms fa paura

Il report condotto dagli esperti spaventa poiché descrive (sebbene non ancora nei numeri) la situazione che stiamo vivendo ai giorni nostri. La pandemia di Coronavirus si è diffusa effettivamente con grandissima rapidità e, almeno per quanto riguarda il caso italiano, sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, impreparato a gestire un numero di casi così grande. Ciò che fa riflettere è che in quelle pagine si avvertiva: “C’è una minaccia molto reale di una pandemia in rapido movimento, altamente letale, di un agente patogeno respiratorio che uccide da 50 a 80 milioni di persone e spazza via quasi il 5% dell’ economia mondiale”.

C’è da dire, però, che gli stati non hanno nemmeno avuto il tempo di effettuare dei correttivi per prepararsi adeguatamente ad una simile evenienza. Solo due mesi dopo l’epidemia di Coronavirus si diffondeva in Cina e solo a gennaio si è compreso che si trattava di qualcosa che difficilmente poteva essere gestito. Tra la fine di gennaio e l’inizio del mese successivo il Covid-19 ha cominciato a diffondersi in Italia. La speranza è che il numero dei decessi sia molto più basso rispetto a quello previsto nel rapporto. Gli esperti infatti hanno stilato quei numeri ipotizzando la diffusione di un virus ad alta letalità. Per il momento, i dati sul Coronavirus ci mostrano che il tasso di mortalità è ancora relativamente basso.

Alla luce dei dati riportati sul report si capisce ancora meglio il perché il nostro Governo voglia limitare al massimo la diffusione del Coronavirus. Qualora il nostro sistema sanitario non dovesse reggere, il tasso di mortalità, finora attestatosi sul 5%, si accrescerebbe notevolmente. Senza la disponibilità di cure e vaccini, l’unico modo di contrastare l’infezione virale ai polmoni è indurre il coma farmacologico e intubare i pazienti. Senza posti letto disponibili in rianimazione, tutti coloro che ne avessero bisogno, finirebbero inevitabilmente per morire.

Ecco di seguito il link al rapporto dell’Oms