Coronavirus, ora a rischio ci sono le carceri: fuori i detenuti con pochi mesi da scontare

Il Governo concede i domiciliari a chi ha 18 mesi o meno di reclusione da scontare. Questa la misura contenuta nel decreto “Salva Italia” e decisa per una migliore gestione dell’emergenza Coronavirus

Le misure adottate pur di non far arrivare il Coronavirus nelle carceri italiane, misure che hanno scatenato la protesta di detenuti e dei familiari temporaneamente sollevati dalle visite, non sono bastate. Un detenuto è risultato positivo al Covid-19 e questo mette a rischio tutte le persone che- per detenzione o per lavoro- si trovano nella struttura circondariale interessata: il carcere di alta sicurezza di Voghera.

Ci sono altri detenuti positivi nelle carceri, per un numero che supera quello delle 10 persone. La novità ha portato a una decisione drastica, e cioè quella di far uscire tutti i detenuti che abbiano da scontare una pena minima (18 mesi o meno), commutando la relativa pena in arresti domiciliari. Le stime dicono che i detenuti interessati dalla misura, in tutta Italia, potrebbero essere ben 12mila.

Detenuti agli arresti domiciliari causa Coronavirus, sono già più di 10 i casi accertati in carcere

Nel carcere di alta sicurezza di Voghera (Pavia), che accoglie specialmente detenuti che sono stati capi del crimine organizzato e del narcotraffico, c’è un detenuto che è risultato positivo al Covid-19. La positività, come spiega Il Giornale, è stata accertata ieri ed è stata successivamente confermata dal Ministro, dopo che nella giornata del 16 marzo scorso si erano manifestati i primi sintomi fisici.

L’uomo è stato trasferito in ospedale, mentre la zona del carcere in cui stava scontando la pena è stata messa in regime di isolamento. Apprendiamo sempre dalle parole del Ministro che in tutto i contagiati nelle carceri sarebbero fino a ora 12: per 9 persone- oltre al detenuto di Voghera- è stato necessario il ricovero (le altre 2 sono state lasciate in isolamento in cella perché i loro sintomi sono lievi).

Non è stato specificato di quali strutture circondariali si tratti, onde evitare che la psicosi si diffonda tra i detenuti e sia causa di spiacevoli conseguenze.

Detenuti agli arresti domiciliari causa Coronavirus, cosa dice il decreto “Cura Italia”

Il decretoCura Italia” contiene delle misure che riguardano proprio i carcerati e che mirano ad alleggerire l’affollamento delle prigioni italiane. Vista l’attuale situazione d’emergenza, si dispone che i detenuti con 18 mesi o meno di carcere ancora da scontare vengano trasferiti agli arresti domiciliari. Laddove la pena che il detenuto deve scontare sia superiore ai sei mesi è prevista l’applicazione del braccialetto elettronico.

La misura non si applica a tutti quei detenuti che abbiano commessi reati gravi, ai detenuti ancora in attesa di giudizio, ai delinquenti abituali e a coloro i quali abbiano partecipato alle “rivolte” dei giorni corsi. Chiunque evada dai domiciliari dovrà rispondere di evasione e gli saranno comminate pene più gravi rispetto a quelle da scontare (da uno a tre anni di reclusione).

Le disposizioni contenute nel decreto sono valide fino al prossimo 30 giugno.

Maria Mento