Il Coronavirus può essere sconfitto con un farmaco per gatti? I promettenti risultati di uno studio

Un farmaco creato per contrastare l’herpes e successivamente utilizzato per trattare la leucemia nei gatti potrebbe essere efficace contro il Coronavirus.

Dall’Inghilterra arrivano buone notizie per quanto riguarda la cura del Coronavirus Covid-19. In questi ultimi giorni sono state numerosi i riscontri positivi riguardo farmaci che hanno funzionato nella cura della malattia. In Francia un virologo ha testato con ottimi risultati un medicinale utilizzato per curare l’Ebola, mentre in Italia continuano i riscontri positivi con il farmaco sperimentale Remdesivir (il primo paziente è guarito a Genova).

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Come detto oggi giungono buone notizie pure dalla Gran Bretagna. La nuova speranza è affidata al farmaco Retromad1. Questo era stato sintetizzato inizialmente per la cura degli herpes. In seguito alle sperimentazioni, però, non aveva ricevuto il permesso di essere utilizzato per gli esseri umani. In seguito ad altre sperimentazioni si è scoperto che il farmaco era utile nel contrastare gli effetti della leucemia e quelli del virus infettivo generato dalla peritonite nei gatti.

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Coronavirus: farmaco per gatti mostra risultati incoraggianti

La casa produttrice del farmaco, la Biovalence Technologies, ha rivelato che il farmaco ha dato ottimi risultati anche nella cura del FeCov, tipologia di Coronavirus che colpisce i felini. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che il Covid-19 si comporta nell’organismo come l’Hiv, l’Ebola e proprio il FeCov. Gli studiosi, dunque, ritengono che se il Retromad1 funziona con il FeCov non c’è ragione di pensare che non lo faccia con il Sars-Cov2.

Esattamente come successo con i farmaci sperimentati su Ebola e Hiv, dunque, anche questo potrebbe essere sperimentato per capire se possa essere utile a combattere il Covid-19. Il portavoce dell’azienda farmaceutica in ogni caso specifica: “In ogni caso non si tratta di un vaccino, quindi non potrà essere utilizzato come strumento di prevenzione per la salute pubblica”.