Coronavirus, ecco quali sono i farmaci che potrebbero curarlo. E dalla Francia arriva una scoperta

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In sintesi, ecco tutto quello che in questi mesi abbiamo scoperto sul Coronavirus dal punto di vista farmacologico. Quali sono i farmaci che hanno degli effetti? Una scoperta fatta da poco in Francia potrebbe rappresentare la svolta?

Si fa quello che si può con quello che si ha. Lo sanno molto bene i nostri medici, che si stanno trovando giorno per giorno a lottare contro un nemico ostico senza che ancora esista una cura specifica per contrastarlo. E così, usando quello che la scienza attualmente mette a nostra disposizione, si è scoperto che una certa presa contro il Covid-19 la possono avere i farmaci già usati contro Sars, Malaria, HIV e Artrite Reumatoide. Cerchiamo di fare un po’ il punto della situazione e di capire in che direzione ha deciso di muoversi la ricerca.

I farmaci che possono contrastare il Coronavirus, la sperimentazione in Italia

Come si cura il Coronavirus? Una cura creata ad hoc ancora non esiste, così come un vaccino, ma le sperimentazioni condotte in questi mesi ci hanno aiutato a capire che ci sono dei farmaci che sono in grado di ottenere dei risultati.

I medici dell’Istituto Spallanzani, i primi a entrare in contatto con i primi contagiati registrati sul territorio italiano (una coppia di cinesi), hanno tentato la strada degli antivirali: il Lopinavir/Remdesivir, farmaco che possiede due principi attivi e che è utilizzato contro l’HIV, e il Remdesivir, usato invece contro Ebola e Marburg.

A Napoli la sperimentazione corre sui binari della cura contro l’Artride Reumatoide. All’ospedale Cotugno è stato scoperto che il Tocilizumab, che è un antinfiammatorio, potrebbe dare dei risultati positivi. Il farmaco non agisce direttamente sul virus ma sulla risposta infiammatoria che è capace di dare l’organismo colpito. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha detto sì a una sperimentazione che vedrà in prima linea gli Ospedali di Napoli e quello di Modena.

La Lombardia, tramite la firma di un protocollo, ha deciso invece di affidarsi al potere curativo che potrebbe essere rintracciato nel plasma delle persone che sono guarite. Il plasma contiene gli anticorpi sviluppati dai pazienti durante la loro lotta contro il virus e c’è la Takeda (casa farmaceutica giapponese) che ha deciso di puntare tutto su questa possibilità.

Tuttavia, anche se in Italia sono stati già prelevati campioni di plasma dai pazienti guariti che hanno affrontato la convalescenza, si attende il via libera da parte delle Autorità Sanitarie per poter procedere con gli pazienti.

I farmaci che possono contrastare il Coronavirus, fate sempre occhio alle bufale: cocaina e Arbidol al bando

Ora più che mai bisogna prestare attenzione a tutte le informazioni, le immagini, i video, le parole che circolano sui social, in modo tale da non cadere nella rete di notizie false che potrebbero seriamente nuocere alla salute.

Vogliamo ricordare, in questa sede, la fake news sul potere curativo della cocaina contro il Coronavirus. La notizia ha spopolato in Francia e ha fatto sì che anche il Ministro della Salute si mettesse in prima linea per smentirla.

Ancora (ma questa non è una bufala), il Ministro francese ha spiegato che se si hanno i sintomi non bisogna assumere ibuprofene o cortisolo (presenti in Moment e Oki): si tratta di farmaci che possono aggravare il decorso del Coronavirus. Va bene, invece, prender e la Tachipirina o in generale farmaci al paracetamolo, ma non prima di aver consultato il proprio medico. In ogni caso sarebbe meglio non ingerire medicinali che possano stoppare i sintomi e questo perché l’azione dei medicinali potrebbe confondere le acque e portare a una diagnosi tardiva.

Abbiamo recentemente anche parlato anche della fake news che riguarda il farmaco russo noto con il nome di Arbidol. La bufala, che ha iniziato a correre su WhatsApp sotto forma di video, è stata smentita da importanti personalità italiane come quella del virologo Roberto Burioni.

I farmaci che possono contrastare il Coronavirus: l’ultima novità che arriva dalla Francia

Veniamo all’ultima novità di cui ci parla, in ordine di tempo, il Daily Star. Si tratta di una scoperta che avrebbe fatto lo scienziato francese Didier Raoult su di un farmaco utile nella cura della Malaria. Dopo sei gironi di trattamento intensivo con somministrazione di questo medicinale, il 75% dei pazienti affetti da Coronavirus avrebbe smesso di veicolare il virus.

Lo studioso, che opera a Marsiglia, ha compiuto un test che ha permesso di mettere a confronto due gruppi di pazienti, per un totale di 24 persone. Il medicinale coinvolto in questo esperimento è il Plaquenil:12 persone hanno ricevuto il farmaco, mentre le altre 12 no e sono state usate come termine di paragone.

Ebbene, Raoult sostiene che il 90% dei pazienti che non sono stati trattati con il Plaquenil dopo sei giorni trasmetteva ancora il virus. A differenza di quelli invece trattati.

Lo scienziato ha chiesto ora, al Governo francese, di estendere la sua sperimentazione. A quanto sembra la sua proposta è stata accettata e la sperimentazione avrà luogo in un altro ospedale e con un team indipendente rispetto a quello guidato dallo studioso.

Maria Mento