Coronavirus, parla Naomi Klein: la pandemia un’ottima occasione per un nuovo shock economico?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:42

CoronavirusL’attivista e scrittrice Naomi Klein spiega il perché la pandemia di Coronavirus sia l’occasione giusta per creare un nuovo shock economico.

Ci troviamo in un momento storico particolare, in cui la maggior parte dei governi mondiali deve confrontarsi con la pandemia di Coronavirus. La Cina e l’Italia sono stati i Paesi che hanno agito con maggiore risoluzione e tempestività, mentre gli altri hanno atteso qualche istante in più per prendere le dovute precauzioni. Chiaramente in questo momento è necessario assicurare la sicurezza sanitaria della popolazione, ma i governi si stanno già attrezzando per limitare al minimo i danni economici e provare a fare un piano di ripartenza.

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A tal proposito la giornalista e attivista canadese Naomi Klein ritiene che ci troviamo dinnanzi alla situazione perfetta per quello che definisce “Shock Doctrine“. I governi mondiali potrebbero approfittare della situazione di crisi per attuare delle politiche economiche atte a favorire i guadagni delle multinazionali e, al contempo rendere ancora più ampia la forbice di diseguaglianza tra ricchi e poveri. La sua teoria si basa sull’idea che il governo possa sfruttare il clima di tensione ed ansia causato dal “Trauma” (in questo caso il coronavirus) per gestire il dopo senza incontrare opposizioni o proteste.

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Coronavirus occasione perfetta per uno shock economico secondo Naomi Klein

Intervistata da ‘Vice‘, la Klein spiega che Trump sta già gestendo la pandemia con la Shock Doctrine. Il presidente USA ha parlato di un pacchetto di incentivi da 700 miliardi che prevede il taglio delle tasse sulle assunzioni e fornirebbe assistenza alle industrie che rischiano di perdere profitto a causa della crisi. Secondo la giornalista canadese una tale misura non sarebbe l’unica possibile, ma viene applicata appositamente in un periodo come questo: “Non lo fanno perché pensano che sia il modo più efficace di alleviare la sofferenza durante una pandemia, tengono idee come questa nel cassetto finché non vedono la giusta opportunità di tirarle fuori”.

Si tratta di una strategia che la Klein definì capitalismo dei disastri nel libro del 2007 ‘Shock Doctrine’ e che a Vice spiega in questo modo: “La mia definizione di capitalismo dei disastri è molto diretta: indica il modo in cui le industrie private trovano il modo di trarre profitto dalle crisi su larga scala. Trarre profitto dai disastri o dalle guerre non è un concetto nuovo, ma è diventato davvero importante durante l’amministrazione Bush dopo l’11 settembre, con l’annuncio di una crisi securitaria senza fine e la sua successiva privatizzazione”.

La giornalista spiega inoltre che: “La ‘shock doctrine’ è la strategia politica che utilizza crisi di grande scala per promuovere politiche che accrescono le disuguaglianze, arricchiscono le élite e sabotano tutti gli altri. In periodi di crisi, le persone tendono a concentrarsi sulle emergenze quotidiane per sopravvivere alla crisi, qualunque essa sia, e tendono a riporre troppa fiducia in chi è al potere”. Attraverso tali misure che consistono in tagli nella spesa pubblica, privatizzazioni e agevolazioni per le industrie, si ottiene un impoverimento della popolazione in favore dell’élite.

I governi mondiali attueranno questa strategia? 

La visione della scrittrice sulla situazione attuale non è totalmente negativa. A suo modo di vedere, infatti, rispetto a quello che succedeva nel 2008, oggi c’è invece la speranza di poter far fiorire una nuova tipologia di economia. La Klein fa riferimento al Green New Deal, sul quale dice: “Il motivo per cui io coltivo la speranza di una nostra evoluzione è che—a differenza del 2008—oggi abbiamo una vera alternativa politica che propone una risposta diversa alla crisi che va alla radice della nostra vulnerabilità, e un movimento politico più grande a sostenerla. È su questo che si basa tutto il lavoro che è stato fatto per il Green New Deal: prepararsi a un momento come questo. Non possiamo perdere il coraggio; dobbiamo lottare più che mai per il diritto universale alla sanità, il diritto universale all’assistenza per l’infanzia e l’indennità di malattia—è tutto strettamente connesso”.

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