Per l’immunologo Le Foche, il match fra Atalanta e Valencia potrebbe aver accelerato la diffusione del virus nel bergamasco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43

L’immunologo Francesco Le Foche al ‘Corriere dello Sport’ ha cercato di spiegare le cause dell’anomalia di Bergamo nella diffusione del coronavirus. Fra le tante ipotesi di diffusione anche il match di Champions fra Atalanta e Valencia a San Siro. 

Fra le tante cause scatenanti l’allarmante diffusione del coronavirus nella zona di Bergamo potrebbe esserci anche il match di Champions fra Atalanta e Valencia del 19 febbraio. Sarebbe questa la tesi dell’immunologo Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di immuno-infettivologia del policlinico Umberto I di Roma.

Le Foche ha rilasciato alcune dichiarazioni al ‘Corriere dello Sport’: ” Alcuni comportamenti, specie nei primi giorni, non hanno certo aiutato lo stop del virus. Uno di questi episodi, tra i più eclatanti, potrebbe essere stato proprio il match fra Atalanta e Valencia. L’apice in termini di euforia collettiva di una stagione calcistica unica nella storia del club”.

L’immunologo Francesco Le Foche: “È passato un mese da quella partita. I tempi sono pertinenti”

L’immunologo ha cercato di spiegare la sua teoria: “È passato un mese da quella partita. I tempi sono pertinenti. L’aggregazione di migliaia di persone, due centimetri l’una dall’altra, ancor più associate nelle comprensibili manifestazioni di euforia, urla, abbracci, possono aver favorito la replicazione virale”.

Secondo Le Foche, il campionato di calcio non riprenderà a breve: “Dubito molto fortemente. Un contesto così socialmente aggregante ed empatico come il calcio è l’antitesi dei comportamenti che si devono avere nell’emergenza sociale di un virus. Una minaccia per definizione”.

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