Tiziana Ferrario, il figlio è positivo al Covid-19: la giornalista racconta come la loro vita sia stata stravolta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:13

Tiziana Ferrario, nota giornalista, ha affidato alle pagine de Il Corriere della Sera il racconto di come il Coronavirus ha cambiato la sua vita: suo figlio, 29 anni, si è ammalato

Tiziana Ferrario racconta, di suo pungo, cosa significhi essere caduti nella spirale del Coronavirus. La giornalista che per anni è stata alla conduzione del TG1 ha deciso di farlo per Il Corriere della Sera e ha raccontato quella che potrebbe essere l’esperienza di ciascuno di noi in questi giorni di estrema preoccupazione e tensione. Perché il virus non guarda in faccia nessuno.

Si diceva che il Covid-19 fosse aggressivo solo con gli anziani, notoriamente più fragili. Tiziana Ferraio ci racconta di come il virus abbia colpito suo figlio, un ragazzo giovane, dal fisico forte e prestante, e ci mette in guardia: anche i giovani possono uscirne con le ossa rotte.

Il figlio di Tiziana Ferrario positivo al Covid-19, il racconto della giornalista su Il Corriere della Sera

Adulti, giovani, adolescenti, anziani, neonati, belli, brutti, ricchi, poveri, vip e gente “comune”: il Coronavirus può colpire chiunque e può essere aggressivo con tutti. Sfatiamo il luogo comune del “Ma tanto è pericoloso solo per gli anziani” e guardiamo in faccia la realtà. Sono tantissimi, in questi giorni, i racconti che ci invitano alla riflessione: in ultimo la storia di Fabrizio, al momento la più giovane vittima uccisa in Italia dal Covid-19 (aveva 32 anni).

E anche laddove il virus non arrivi a uccidere arriva comunque a stravolgere i piani di una vita. Per questo vogliamo riproporvi il racconto che la giornalista Tiziana Ferrario, in prima persona, ha fatto su Il Corriere della Sera mettendo a disposizione di tutti la sua esperienza umana e di madre in pena per il figlio risultato positivo al Covid-19.

Il figlio di Tiziana Ferrario è giovane: è un ragazzo di 29 anni, in perfetto stato di salute, che si divide tra il lavoro (il suo si svolge in ufficio e in cantiere) e la passione per lo sport. Avendo deciso di partecipare ai Campionati Italiani Indoor di Atletica, che si sono tenuti ad Ancona a fine febbraio, si è allenato duramente per poter essere all’altezza di chi lo sportivo lo fa di professione e ha dedicato tutto se stesso a quell’obiettivo. Ha modificato la sua alimentazione e ha deciso di trascorrere in Kenya le sue ferie. Non per riposarsi ma per migliorare la sua resistenza fisica nella corsa, allenandosi a 2.400 di altezza.

La bella esperienza sportiva lascia però lo spazio ai giorni del contagio. Fino a quando a essere contagiato non è proprio il figlio di Tiziana.

Il figlio di Tiziana Ferrario positivo al Covid-19, da due giorni ricoverato in ospedale per un inizio di polmonite

Dal racconto di Tiziana Ferrario traspare tutta la preoccupazione che una madre può provare per il proprio figlio. Nelle raccomandazioni, nella preghiera di non utilizzare le metropolitane affollate ma di privilegiare l’automobile, pur sapendo che determinati impegni non sempre lo rendono possibile.

Poi  è successo. Martedì sono arrivati i primi sintomi, con la febbre a 38°, la tosse e il mal di gola. La Ferrario racconta con precisione cos’è accaduto nei giorni successivi: venerdì, con la tosse, è arrivato anche del sangue. Suo figlio, su ordine del medico, ha preso la Tachipirina. Ma le sue condizioni di salute non sono migliorate.

Si è recato al Pronto Soccorso ed è stato ricoverato, due giorni fa, per un inizio di polmonite. Il tampone ha confermato la sua positività al Covid-19. Le sue attuali condizioni di salute non sono peggiorate e se ne deduce che la cura stia funzionando.

 “La sua esistenza è stata stravolta nel giro di pochi giorni.

 Niente più allenamenti, niente più amici, niente più lavoro, ma solo una stanza isolata con un vetro dove medici e infermieri eroici entrano superprotetti per curarlo. Il loro impegno è esemplare e non va dato per scontato. Sono persone che stanno affrontando questo nemico in prima linea, con turni estenuanti e tanto coraggio, perché dopo aver lottato in corsia e nei reparti, devono tornare a casa dalle loro famiglie con il timore di contagiare un figlio, una compagna, un genitore. 

Posso immaginare la loro paura di soccombere al virus, ma ogni giorno sono lì al loro posto e non si arrendono. Non finirò mai di ringraziarli per il lavoro che stanno facendo per tutti i malati che affollano i nostri ospedali in questi giorni tristi. E un grazie anche come mamma, perché il ragazzo malato di cui vi ho raccontato è mio figlio e spero che guarisca presto”, scrive la Ferrario.

E fa quello che dovremmo fare tutti, e cioè ringraziare i medici e tutto il personale sanitario per il loro straordinario lavoro.

 Maria Mento

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