Coronavirus: “Il picco? Tra due settimane. La mascherina? Non serve a nulla se stiamo distanti” – le parole di Borrelli

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Intervento radiofonico notturno per Angelo Borrelli, capo della protezione civile.

Il numero uno dell’ente che sta gestendo l’emergenza coronavirus è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel durante il programma ‘I Lunatici’.

Sono diversi gli aspetti su cui Borrelli si è soffermato.

A partire dall’importanza di seguire un corretto comportamento: “L’ottimismo e la speranza non li metto mai via. Ci devono venire dai comportamenti che stanno adottando i nostri connazionali. Serve assoluta prudenza, bisogna uscire il meno possibile. E’ fondamentale per contenere i contagi. Bisogna evitare i contatti umani e muoversi il meno possibile. Evitare di uscire di casa se non strettamente necessario. Gli epidemiologi ci dicono che se noi conduciamo una vita assolutamente normale la percentuale di persone che viene colpita dal coronavirus è molto più alta. Per questo si adottano misure come quelle adottate in Cina”.

Quindi, sulle polemiche legate all’attività fisica all’aperto (dato che c’è chi continua a fare jogging – e secondo molti è gente che non l’aveva mai fatto prima): “Sarebbe giusto proibirla? Secondo me sì, sarebbe giusto proibire l’attività sportiva all’aperto. Se dobbiamo fare dei sacrifici, dobbiamo farli per tutte le ragioni. Bisogna evitare anche la corsa all’aperto. La faremo tra una decina di giorni, o quando sarà”.

A proposito di quando arriverà il picco: “Le previsioni le fanno gli esperti, sicuramente è giusto farle, ma poi bisogna vedere se le previsioni vengono confermate dai fatti. Forse il picco non arriverà la prossima settimana, ma quella dopo. Tutti dicono che stiamo andando verso il picco, speriamo arrivi quanto prima“.

Per finire, una battuta sull’uso delle mascherine – tendenzialmente inutili rispettando le altre indicazioni abbondantemente note: “La mascherina se si mantengono le distanze di sicurezza non serve a nulla. Tanto è vero che io non la indosso mai. Bisogna tenere le distanze consigliate e soprattutto lavarsi spesso le mani e evitare di avere contatti interpersonali a distanze molto ravvicinate. Le mascherine andrebbero riservate ai nostri sanitari. La situazione da questo punto di vista è difficile. Si è avviato un percorso, stiamo vivendo la chiusura di alcune nazioni che producono mascherine, come India, Turchia e Romania. Dovremo andare in Cina a reperire mascherine, per fortuna si sta aprendo un canale cinese. In questo periodo, da qui a una settimana, avremo delle difficoltà che speriamo di superare”.