Coronavirus, l’incubo potrebbe ripresentarsi il prossimo inverno: l’allarme giunge dall’Università dell’Arizona

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55

Secondo il parere di un esperto il Covid-19 potrebbe subire una battuta d’arresto quest’estate, per poi tornare a diffondersi più ferocemente il prossimo inverno 

Non lascia margini d’interpretazione la gelida affermazione rilasciata dal biologo americano Charles P. Gerba, secondo cui il coronavirus potrebbe seguire lo stesso andamento dell’influenza, ovvero quello di raggiungere picchi massimi durante l’inverno per poi diminuire con la bella stagione.

Il coronavirus per riprodursi preferisce il freddo?

Secondo l’esperto il coronavirus, proprio come l’influenza, potrebbe subire una battuta d’arresto verso maggio. Il motivo? Le alte temperature, aumentate negli ultimi anni anche a causa del cambiamento climatico. L’influenza, infatti, preferisce un clima fresco e secco, ed è oramai dato certo che la sua diffusione subisca una battuta d’arresto in coincidenza con la comparsa dei primi caldi.

Il coronavirus potrebbe tornare più aggressivo il prossimo inverno

Il professore dell‘Università dell’Arizona ha messo in guardia riguardo la possibilità che il virus possa ripresentarsi il prossimo inverno, non appena le temperature diminuiranno. Alla domanda circa la possibilità che i casi potrebbero addirittura aumentare quando le temperature scenderanno nuovamente ha risposto: “Sì, è possibile. La preoccupazione maggiore deriva dal fatto che il virus sta migrando verso l’emisfero meridionale, dove potrebbe persistere durante l’inverno”. In sostanza, quindi, il virus potrebbe comportarsi come una qualsiasi influenza, passando da una stagione all’altra. La certezza, però, non è assoluta. Si sa ancora pochissimo nel mondo scientifico di questo virus, e l’unica speranza è che i mesi estivi siano sufficienti per poter stabilizzare il vaccino. Il parere del professore arriva dopo che il dottor Michael Skinner, dell’Imperial College London, ha paventato l’ipotesi di una “seconda ondata”. Il virologo Skinner, in un’intervista rilasciata al Daily Telegraph, ha affermato che: ” [Il virus] potrebbe rallentare durante l’estate, ma penso che la maggior parte di noi anticipi che è probabile che ritorni con una seconda ondata. È comune che per l’influenza si parli di una, due o tre ondate, come nel 2009″. 

In Cina nel frattempo si prova un farmaco antinfluenzale 

Nel frattempo l’Inghilterra sta valutando l’ipotesi di un blocco totale, dopo un primo atteggiamento derisorio da parte del primo ministro Jhonson nei confronti della preoccupazione dilagante fra i cittadini inglesi. In Cina, invece, un farmaco utilizzato per combattere i ceppi dell’influenza si è dimostrato efficace nella cura di pazienti affetti da Coronavirus. Il farmaco, noto come Avigan, è stato adoperato in alcuni studi clinici a Wuhan, coinvolgendo 340 pazienti. I soggetti ai quali è stato somministrato hanno dimostrato un miglioramento a livello toracico rispetto a quelli che non lo avevano assunto.

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