Coronavirus, cresce il numero delle vittime negli States: deceduta un’assistente sociale di 39 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29
Natasha Ott, l’assistente sociale di 39 anni deceduta a New Orleans

Natasha Ott, 39 anni, è stata trovata morta nella sua casa dal fidanzato. Si sospetta un decesso causato dal Coronavirus

Crescono i casi di positività al Coronavirus e anche il numero di decessi causati dal virus negli States. Dopo la tragica notizia relativa a un’intera famiglia quasi sterminata dal Covid-19, venerdì 20 marzo è toccato a Natasha Ott. La donna, un’assistente sociale di 39 anni che viveva a New Orleans (Louisiana), aveva rifiutato di sottoporsi al tampone per dare la possibilità ad altre persone dalla salute più cagionevole di usufruirne. Purtroppo, è stata ritrovata morta nella sua abitazione dal suo fidanzato, attualmente sotto shock. Adesso si aspettano i risultati degli esami effettuati sul suo corpo per capire se la donna fosse positiva al virus oppure no.

Donna di 39 anni morta negli States, aveva rifiutato di sottoporsi al tampone: trovata morta dal fidanzato

Due giorni fa Josh Anderson è entrato nell’abitazione della sua fidanzata, la 39enne Natasha Ott, e l’ha trovata morta, distesa sul pavimento della cucina. La donna potrebbe essere una delle persone uccise dal Coronavirus negli States.

Apprendiamo dal Mirror che Natasha era malata da qualche tempo ma che aveva rifiutato di sottoporsi al tampone. Il suo è stato un gesto di altruismo: la donna voleva che i tamponi (pochi, solo 5 disponibili nella struttura in cui lavorava) venissero risparmiati e utilizzati per le persone più a rischio.

Ora, si attendono i risultati del tampone che Natasha si era decisa a fare. Purtroppo, inutilmente.

Donna di 39 anni morta negli States, l’avvertimento del fidanzato

Josh Anderson ha scritto su Facebook un commovente post in ricordo della sua fidanzata. Ha descritto Natasha come divertente e amorevole, ma ha anche voluto sfruttare l’occasione per fare un appello diretto a quante più persone possibili.

Natasha, secondo quanto detto dalla stesso Josh, era una donna in buono stato di salute. I primi sintomi si sono manifestati il 10 di marzo: Natasha sentiva di avere la febbre e una sorta di raffreddore. Dopo venerdì 13 le sue condizioni sono peggiorate e solo lunedì l’assistente sociale si è decisa a fare quel tampone rifiutato in un primo momento. I risultati, a causa di un ritardo, arriveranno dopo la sua morte.

Forse, se Natasha avesse fatto subito il tampone, si sarebbe potuta salvare. Non lo sapremo mai. Quello che sappiamo è che il Covid-19 non va affatto sottovalutato perché può colpire chiunque. È questo l’appello, accorato, che ha voluto lanciare Josh:

Il tempo per scherzare su Covid-19 è finito. Ora è il momento di proteggere voi stessi, i vostri cari e tutti gli altri“, ha scritto l’uomo.

Maria Mento

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