Coronavirus, aggiornamento protezione civile del 23 marzo: 601 vittime, 50 meno di ieri

Bollettino protezione civile coronavirus Borrelli

Aggiornamento della protezione civile: ecco i dati forniti da Brusaferro e Borrelli.

Ancora un giorno flessione nell’aumento dei malati e quello delle vittime. I dati presentati dalla Protezione Civile indicano  3.780 i positivi in più in 24 ore, mentre ieri erano 3.957. Le vittime in un solo giorno sono invece 601, mentre l’aumento domenica era stato di 651.

Aggiornamento conferenza stampa: 18:33

Brusaffero spiega come lo scopo sia “sicuramente rallentare la curva dei contagi” oltre che l’ottenimento dell’immunità.

Nuovo aggiornamento: gli spostamenti al sud

Il sud mostra dei dati in cui la curva non sembra impennarsi, ma Brusaferro manifesta preoccupazione per la rassegna stampa che parla di un nuovo esodo verso il sud.

Questo vanificherebbe gli sforzi che tutti i cittadini stanno compiendo, il cui successo può realizzarsi solo attraverso “l’assoluto rigore”.  Aggiunge che le dinamiche non risentono delle latitudini, ma “solo dei nostri comportamenti”.

Brusaferro ricorda che non è un problema storico, ne geografico: il virus si passa da persona a persona, e invita tutti all’attenzione e al rigore.

Borrelli illustra come anche al sud di potenzierà la capacità di accogliere e curare i contagiati.

Aggiornamento: accesso alla terapia intensiva e contagiati nei campi Rom

Una domanda sottolinea come ci sono contagiati nei campi Rom a Roma.

La domanda successiva indica la difficoltà ad accedere alla terapia intensiva, indicando come molte persone sono morte a casa, senza arrivare in ospedale. Brusaferro risponde che si stanno organizzando per raccogliere anche questo dato, di cui ora manca il numero.

Sul problema delle persone malate in quarantena domiciliare, magari sole o con difficoltà, si sta lavorando alla creazione di un luogo dove passare il periodo assistiti e non in solitudine.

Sull’esperienza delle regioni del nord si sta migliorando anche il modo per migliorare il monitoraggio delle persone affette da virus in isolamento domiciliare.

“La grande battaglia è intercettare i malati prima che arrivino in ospedale, in quel livello di gravità”.