Coronavirus, sui social anche la pericolosa idea del golpe: la lettera del Comandante Alfa

Colpo di Stato in Italia al tempo del Coronavirus? È quello che trapela dalle parole Comandante Alfa, autore di una lettera molto discussa (e discutibile) scritta in queste ultime ore

La sua vera identità è sconosciuta: per tutti lui è il Comandante Alfa, il fondatore del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri (1978). Attualmente in congedo, il Comandante Alfa ha scritto una sorta di lettera che è stata resa nota anche attraverso un post pubblicato sulla sua pagina social. Nelle sue parole è possibile rintracciare un’aspra critica nei confronti del Governo italiano per le misure adottate al fine di contenere il Coronavirus.

La sua, come è stato messo in evidenza già da diversi giornalisti, è una denuncia grave, che valica il confine della semplice analisi e sembra quasi invitare al Golpe (citiamo testualmente Il Riformista: “Dichiarazioni al veleno che lambiscono pericolosamente il confine tra aspra critica e un invito al golpe. Sono quelle pronunciate con un post sui social dal Comandante Alfa (…)“.

Vista la serietà dell’argomento e la grande risonanza mediatica che questa vicenda sta avendo, sono arrivate le condanna nette dei vertici dell’Arma dei Carabinieri e del Ministro della Difesa Vincenzo Guerini.

La lettera del Comandante Alfa, su Facebook lo sfogo del militare contro i provvedimenti presi sul fronte Coronavirus

Non posso più tacere, la rabbia e il dolore sono forti e non voglio e non devo più contenerli. Siamo un paese in emergenza , in guerra. Sì in guerra, i decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci e non a rinforzarci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere. Dove siete tutti voi politici salvatori del popolo, dove siete nascosti, con i vostri sorrisi, i proclami e i video ipocriti e inopportuni. Dove sono le signore con le gambe accavallate che spopolavano in tv difendendo o attaccando a destra e a manca ? Dove siete voi che salendo sulle navi pirata avete incensato e legittimato l’aggressione ai nostri militari della Guardia di Finanza. Dove sono le sardine e i centri sociali sempre pronti a scendere in piazza contro e mai per? (…)”.

Inizia così la lettera scritta dal Comandante Alfa e pubblicata sul suo profilo Facebook lo scorso 21 marzo 2020. Il militare ha scritto una sorta di missiva che potemmo definire di sfogo personale ma anche di appello agli italiani e ai politici, invitati all’azione. Azione contro il Coronavirus che finora non ci sarebbe stata. Anzi, il Governo- dice il Comandante Alfa- chiede di fare sacrifici ai cittadini ma loro, i politici, come al solito non si sacrificano (“Non ho sentito né letto un sacrificio da parte vostra, la rinuncia ai vostri benefici.. dove sono i vostri sacrifici? Li devono fare sempre i soliti?“).

La sua requisitoria i scaglia contro un Governo che a furia di decreti “confusi (“i decreti non servono più a nulla”) starebbe indebolendo il Paese, contro l’assenza dei politici sempre in prima linea in altri frangenti e non in questo (non manca l’attacco alle Sardine, sempre pronte a scendere in piazza e ora anche loro sparite dalla circolazione). vengono chiamate in causa anche le Ong.

E se in molti fanno notare l’evidente confusione che emerge dalle sue parole (in quell’espressione “servirebbero pallottole vere” introdotta da un contraddittoriometaforicamente”; nello stesso puntare il dito contro le Sardine, di cui non si sente parlare: forse è troppo difficile pensare che se non si scende in piazza lo si fa per rispettare le disposizioni inerenti la quarantena), altri pongono l’accento sulla pericolosità di certe esternazioni. Soprattutto se, come in questo caso, provengono da un militare, da un uomo dello Stato.

La lettera del Comandante Alfa, l’attacco alle istituzioni e all’Europa. L’Arma: “Ci saranno provvedimenti”

“(…) Siamo rappresentati da un ex partecipante al grande fratello? Questo è quello che meritiamo? No, chiedete unità e cantate l’inno di Mameli ma non ne siete degni. Il popolo lo canta per farsi forza, per sentirsi unito e con un’identità, voi per mettervi in mostra”, scrive ancora il Comandante Alfa.

Poi fa cenno al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte come a un “Premier non eletto che si presenta con la bandiera europea in bella vista e non con il tricolore per il quale tanto sangue è stato versato ai nostri padri” (e forse è bene ricordare ai nostri lettori che l’ordinamento politico italiano non prevede l’elezione del Presidente del Consiglio, nominato dal Presidente della Repubblica secondo quanto stabilito dall’art.92 della Costituzione) e ai politici che siedono tra i banchi del Parlamento come “Molti di coloro che attualmente sono al governo non stati eletti dal popolo”.

Un attacco all’attuale scenario politico italiano che non manca di coinvolgere la politica dell’Unione Europea, per il militare indifferente dinanzi al dramma vissuto dal nostro Paese:  “(…) Un popolo si riconosce da chi lo rappresenta, ma io in questo momento non vedo nessuno. Chiudete tutto, lasciando aperti i servizi essenziali per la sopravvivenza, garantendo agli operatori la tutela adeguata. Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi. (…)”.

Parole durissime che non sono certo passate inosservate. Come spiega Il Riformista, i vertici dell’Arma hanno fatto sapere di avere intenzione di prendere provvedimenti seri nei confronti del Comandante Alfa. Le sue parole sono state definite “gravissime e inaudite” dal Ministro Guerini.

Maria Mento