Coronavirus, dal rugby in Nazionale al volontariato sulle ambulanze: “Se siete stanchi di stare in casa, aiutate”

sella del rugby italiano volontario su ambulanze

L’impegno del flanker delle Zebre e della Nazionale, che guida le ambulanze a Parma in turni da 12 ore al giorno perchè “la vita è più importante”.

Pur impegnandosi negli allenamenti a casa, Maxime Mbandà, star del rugby italiano, ha deciso di scendere in campo in maniera differente.

Il flanker delle Zebre e della Nazionale italiana  si è offerto come volontario alla Croce Gialla di Parma. Da due settimane Mbandà fa turni di 12-13 ore trasportando i malati di coronavirus dimessi dagli ospedali nelle loro case, dove proseguiranno la quarantena.

Oppure conducendo le persone con sintomi della malattia in ospedale. Un lavoro rischioso, ma anche un impegno importante.

“Quando penso a quello che vedo nelle stanze della terapia intensiva, dico a me stesso che non posso essere stancoracconta a Corriere.it – perché siamo in una situazione di piena emergenza. La paura è normale, ma ci sono delle piccole cose che possono essere fatte in sicurezza, che regalano a chi è in prima linea, parlo di medici, rianimatori e infermieri che lottano per salvare vite 24 ore al giorno, una mezzora o un’ora di riposo, che può essere cruciale. Sono qui e intendo rimanerci e andrò avanti finché ne avrò la forza».

La tradizione di rendersi utili

Il giovane racconta che all’inizio pensava di dover portare cibo e medicine agli anziani, ma poi l’impegno è mutato. “Mi sono ritrovato a trasferire i pazienti positivi da un ospedale all’altro, ad aiutare con le barelle o con le sedie a rotelle e a tenere l’ossigeno. Ho assistito a scene di grandissima sofferenza, con malati che non riescono a parlare” racconta Mbandà.

Un impegno il suo che trae origini nella sua famiglia, in cui il padre è medico.

Oltre al proprio esempio, Mbandà lancia un messaggio importante anche a parole: “Se le persone vedessero quello che vedo io tutti i giorni negli ospedali, ci penserebbero due, tre, quattro volte prima di uscire e andare a correre” .

E conclude dicendo: “Se se c’è qualcuno che è stanco di stare a casa, anziché lamentarsi della situazione, provi a fare una ricerca, una chiamata a un numero verde come ho fatto io, per capire se c’è qualcuno che ha bisogno, perché lo troverà di sicuro. Ci servono volontari in tutte le città!”.