Coronavirus, il commovente gesto di Don Giuseppe: rinuncia al respiratore per un altro paziente e va in contro alla morte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:54

Se Gesù ha insegnato ad amare il prossimo fino all’estremo, la storia di questo prete ci dimostra che c’è chi segue il suo messaggio sul serio.

E’ la storia di Don Giuseppe Berardelli, sacerdote 72enne di Casnigo, in provincia di Bergamo.

Don Giuseppe, parroco in una delle zone più martoriate dal tremendo coronavirus, era risultato positivo al coronavirus e la csua comunità parrocchiale aveva acquistato un repiratore per consentirgli di lottare contro il virus.

Ma un paziente più giovane di lui – malato come lui – si è trovato ad avere necessità di un respiratore e lui se n’è privato, andando così in conto alla morte.

Una scelta che commuove e che deve essere d’esempio per tutti, in un momento in cui ci può scordare di valori fondamentali come l’altruismo (valori che hanno bene in mente, viceversa, tanti nostri connazionali in prima linea nellla lotta al covid-19).

Don Giuseppe Berardelli è morto presso l’ospedale di Lovere ed è uno dei 30 preti morti in Italia al momento censiti. 16 di loro facevano parte della diocesi di Bergamo.

Questo il ricordo di un operatore sanitario della casa di riposo San Giuseppe al periodico “Araberara”: “Don Giuseppe è morto da prete. E mi commuove profondamente il fatto che lui, arciprete di Casnigo, vi abbia rinunciato di sua volontà per destinarlo a qualcuno più giovane di lui”.

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