Coronavirus, le maschere da snorkeling vengono tramutate in respiratori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

Due aziende italiane stanno cercando di sopperire all’assenza di respiratori e mascherine, adattando allo scopo le maschere da snorkeling.

Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in Italia c’è stata carenza di mascherine. In parte perché c’è chi le ha acquistate in stock senza reale necessità, in parte perché faticano ad arrivare dei pezzi di ricambio. Con il passare del tempo, specie in Lombardia, si è palesata anche la carenza di respiratori per i pazienti ricoverati negli ospedali. Il governo ha stanziato dei fondi per acquistare il materiale, ma le tempistiche per la produzione apposita e il blocco di diversi Paesi hanno reso più complicato del previsto il suo reperimento.

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Ad ovviare al problema ci hanno pensato due aziende italiane. Queste hanno presentato dei brevetti: uno per modificare delle maschere da snorkeling attualmente in commercio ovunque e tramutarle in respiratori, l’altro per la creazione di un dispositivo che permetta di usare le stesse maschere come Mascherine protettive per utilizzo individuale.

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Coronavirus: maschere da snorkeling tramutate in respiratori e mascherine protettive

Il progetto dei respiratori è stato portato avanti dall’azienda bresciana Isinnova. Il team che ci ha lavorato ha creato un pezzo da aggiungere alla classica maschera da snorkeling, brevettato rapidamente con il nome di “valvola Charlotte“. La produzione su larga scala di questi dispositivi dovrebbe avere il via entro il prossimo 31 marzo. Per il momento i prototipi vengono utilizzati in fase di test da due nosocomi bresciani per il ricovero in reparto sub intensivo.

L’altro progetto, portato avanti dall’azienda genovese Mestel Safety Srl. consiste nel tramutare le maschere da snorkeling di loro produzione in dispositivi di protezione individuale. Anche in questo caso è necessaria l’aggiunta di un nuovo componente: si tratta di un adattatore in grado di accogliere i filtri a vite P3. L’azienda dice di essere in grado di produrne circa un migliaio al giorno e che lo stampo vero e proprio dovrebbe essere pronto entro il 31 di marzo.

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