Spara alla tabaccaia e si uccide: tragedia a Messina per il divieto di giocare al Lotto

 

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Tragedia a Messina dove un uomo di 79 anni ha reagito in modo folle al divieto di gioco imposto da decreto contro il coronavirus. Al rifiuto della tabaccaia, l’uomo ha reagito sparandole.

Tra le tante restrizioni imposte a causa dell’emergenza coronavirus, sembra impossibile che a creare problemi sia stata quella relativa al gioco.

Tra i provvedimenti presi per limitare la circolazione delle persone, e quindi del virus, c’è infatti anche l’impossibilità a giocare a Lotto, SuperEnalotto e altre lotterie, compreso il Gratta e Vinci.

La richiesta era stata avanzata da alcuni sindaci e poi ratificata da un decreto del direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli, come riporta Viagginews.com.

L’uomo era uscito di casa dopo aver litigato con la moglie

Un uomo si è presentato in una tabaccheria e ha chiesto inizialmente di poter acquistare i tagliandi del Gratta e vinci e al diniego, di poter giovare almeno al Lotto.

Ma al rifiuto della titolare della tabaccheria, che ha tentato di spiegare come i giochi abbiano subito un fermo a causa delle restrizioni per il Coronavirus, l’uomo ha iniziato a urlare.

Giuseppe Bucalo, 79 anni a luglio, ha reagito alla discussione prima esplodendo un colpo di pistola contro la donna, che è rimasta ferita ma non è in pericolo di vita.

Ha poi girato la stessa arma contro se stesso per togliersi la vita. Da quanto si apprende, prima di uscire di casa aveva litigato con la moglie. Alcune testimonianze riferiscono come l’uomo fosse in evidente stato confusionale: sulla vicenda indaga la Squadra mobile di Messina.

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