Coronavirus, contagio “basso” tra i migranti. Galli: “Forse c’è un motivo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:36

galli coronavirus migranti L’emergenza coronavirus ha sollevato anche la questione relativa alla sicurezza dei migranti. 

Un aspetto da tenere assolutamente in considerazione, dato che il coronavirus potrebbe trovare facile diffusione nei centri di accoglienza e nelle varie strutture dove sono ospitati i migranti. Tuttavia, almeno finora, la percentuale di persone straniere ricoverate in ospedale sembra davvero molto bassa, e anche nella stessa Africa il Covid-19 non sembra avere quella spaventosa diffusione a cui stiamo assistendo in Europa e negli Stati Uniti.

Sul web sono emerse molte ipotesi per provare a spiegare queste percentuali, alcune delle quali davvero poco credibili. Massimo Galli, direttore responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ha tentato di dare qualche chiarimento sulle motivazioni del contagio così basso tra i migranti.

“Forse i migranti hanno un fattore protettivo maggiore”

“L’ipotesi, ma è ancora tutta da dimostrare anche se è verosimile, è che in alcune etnie di discendenza africana ci siano diverse caratteristiche e disponibilità per il virus – afferma Galli su ‘Liberoquotidiano’ – Per farla breve, queste persone potrebbero avere un fattore protettivo maggiore”.

La popolazione italiana è invece molto esposta al contagio da coronavirus, anche per via di un’età media sostanzialmente alta. “Gli immigrati che risiedono in Italia sono per lo più giovani e in forze, hanno molti meno problemi di salute rispetto a noi – sottolinea Galli – Il fattore anagrafico e la sana costituzione spiegherebbero anche il motivo per cui gli adolescenti e i bambini reagiscono molto meglio al Covid-19″.

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