Coronavirus, studenti Erasmus danno una festa sul tetto dell’università: stanati con il drone e denunciati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:57

festa in emergenza coronavirusFatto gravissimo quello avvenuto sul tetto dell’Università di Sassari: sedicic studenti Erasmus hanno dato una festa in barba alle misure sul contenimento del Covid-19

Nonostante le rigide misure per il contenimento della diffusione del coronavirus in Italia c’è ancora chi fa il furbo e trova il sistema per aggirarle. Come hanno fatto sedici studenti spagnoli in Erasmus a Sassari, inchiodati da un drone dopo che avevano deciso di ritrovarsi tutti insieme in terrazza per una festa, assolutamente proibito dai diversi decreti che il governo ha emanato per far fronte all’emergenza Coronavirus. I giovani, di età compresa tra 21 e 26 anni, sono stati però inchiodati da un drone che ha filmato la loro pericolosa bravata sul tetto dell’università di Sassari. E le conseguenze sono state drastiche ed immediate: Erasmus finito per tutti, con interuzione della loro esperienza di mobilità in città immediata, siglata dal rettore Massimo Carpinelli che ha notificato il tutto sia ai ragazzi che alle università del loro paese di provenienza. Gli atenei di provenienza sarebbero quelli di Cordoba, Granada, Alcalà de Henares, Barcellona, Burgos, Saragozza, Castilla La Mancha, Cantabria, Valencia e Leòn. Avevano raggiunto Sassari nell’ambito dei programmi Erasmus ed Erasmus+ di mobilità studentesca per studiare e lavorare (con tirocinio) nella città Sarda.

La dura reazione del sindaco ed il dispiacere del rettore

Ma il 19 marzo hanno deciso di organizzare una festa di compleanno tutti insieme all’aperto e, scoperti dalle autorità grazie ai droni, non hanno lasciato al sindaco Nanni Campus altro da fare che informare il rettore Carpinelli definendo il gesto, compiuto in barba alle misure di sicurezza straordinarie, “un fatto grave” dal momento che il rischio di contagio di coronavirus è, nel caso di assembramenti, altissimo. Mediante l’utilizzo del drone è stato possibile identificarli tutti e denunciarli. A tal proposito il primo cittadino ha dichiarato: “Si sono spostati dalle loro case, in diversi quartieri cittadini, hanno avuto una reazione sprezzante verso i condomini e hanno mostrato inconsapevolezza della gravità della loro condotta. Ma soprattutto hanno mancato di rispetto all’Ateneo che li accoglie e alla nostra comunità cittadina”. Carpinelli non ha potuto far altro che prendere atto con ”
dispiacere e rammarico degli atti compiuti nonostante l’accoglienza loro riservata dalla città e dall’Università” dicendosi inoltre dispiaciuto “anche per la luce negativa che queste azioni gettano sulla condotta dei tanti studenti internazionali che quotidianamente partecipano responsabilmente alle attività formative dell’Università e a quelle culturali offerte dalla città”.

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