Coronavirus, caldo e mare salveranno la Sicilia dal dilagare del contagio: parla Marco Trapanese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:37

Marco Trapanese, Professore associato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, ha rilasciato un’intervista in cui spiega perché il Coronavirus colpirà la Sicilia in maniera diversa

La Sicilia riuscirà nell’intento di non cadere nello stesso dramma in cui è piombata la Lombardia? Secondo il Professor Marco Trapanese , grazie non solo al rispetto delle regole imposte dal Governo ma anche a dei fattori naturali che secondo l’esperto proteggeranno maggiormente i cittadini siciliani dal Coronavirus. Insomma, secondo i risultati di un suo studio dalla parte dei siciliani ci sono la presenza del sole e del mare: il minor tasso d inquinamento esistente sull’isola farà sì che il Coronavirus non si propaghi con l’intensità registrata nel Nord Italia.

Il clima può salvare la Sicilia dal Coronavirus, lo studio matematico realizzato dal docente universitario Marco Trapanese

Il Coronavirus potrebbe avere in Sicilia un’incidenza molto più bassa rispetto a quella registrata nelle regioni più colpite d’Italia. Perché? Perché è una regione meno inquinata e dotata di elementi naturali dalla grande forza curativa (la luce del sole, il mare). Ovviamente, a patto che si rispettino le regole sull’isolamento imposte dall’alto perché, altrimenti, l’aiuto della natura verrebbe vanificato.

Un concetto semplice che ci viene spiegato, utilizzando un linguaggio matematico, da Marco Trapanese, docente associato di Macchine Elettriche della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo. Il professore ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Palermo Today e ha spiegato come è arrivato a ipotizzare che la Sicilia potrebbe non essere pesantemente colpita dal Coronavirus.

Marco Trapanese ha utilizzato il modello Sir (“Sir” sta per suscettibili, infetti, rimossi), pubblicato tra gli Atti della Società Reale Britannica nella sezione fisica, matematica e ingegneria una 90ina di anni fa. In questo modo- ha spiegato- è possibile analizzare l’innesco di un’epidemia dal punto di vista fisico, e non solo epidemiologico come fanno appunto gli epidemiologi.

Il clima può salvare la Sicilia dal Coronavirus, Marco Trapanese spiega: “L’innesco dell’epidemia non c’è stato”

Le epidemie hanno sempre un comportamento iniziale che è esponenziale. Significa che il numero dei casi, appena si accende l’innesco, aumenta di una percentuale in modo costante. Questo in Sicilia e ancor più a Palermo ancora non si vede. Qui a Palermo l’aumento è lineare. Comincia leggermente ad aumentare, c’è una leggera fluttuazione settimanale, ma ancora non tende ad aumentare“, ha spiegato il docente in riferimento dell’attuale situazione palermitana (ma anche siciliana in generale).

Il numeri dei contagi riscontrato a Palermo è di 10 volte inferiore alla media italiana e di 100 volte inferiore rispetto alla media della Lombardia. In Sicilia, poi, non c’è stato il dilagare di contagi che si aspettava dalla prima entrata di rientri dal Nord. Vero è, comunque, che c’è stata una seconda ondata di cui ancora non sono visibili gli effetti, per cui sarebbe bene attendere almeno il fine settimana prima di tirare le somme. Fatto sta che

Mare e condizioni climatiche “giuste” possono rallentare il virus? “Anche. Un’epidemia è come se fosse un’improvvisa inflorescenza di una pianta, necessita che le condizioni ambientali e di temperatura siano favorevoli. Se esse lo sono la coltivazione parte e si sviluppa in modo esponenziale, se le condizioni ambientali sono avverse, la coltivazione non progredisce“. Marco Trapanese ha spiegato anche che il virus si trova in difficoltà in condizioni di troppo caldo o troppo freddo.

A questo link è possibile leggere l’intervista completa realizzata da Palermo Today.

Maria Mento

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