Coronavirus: nel momento più difficile Renzi vuole riaprire tutto, ma per gli scienziati è pura follia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:31

La proposta del leader di Italia Viva sta scatenando un forte dibattito nella comunità scientifica e nella politica

Nel momento forse più delicato in assoluto dall’inizio di questa epidemia in Italia arriva la proposta del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha acceso (e non poco) gli animi, sia in seno alla comunità scientifica sia nella politica.

Riaprire le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio

L’ex presidente del Consiglio, in un’intervista rilasciata al quotidiano Avvenire ha avanzato la proposta di far ripartire tutto, dalle fabbriche fino alle scuole: “Riaprire le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio” – ha affermato Renzi, e ha aggiunto – “Il vaccino arriverà tra un anno o chissà quando, se non ripartiamo ora moriremo di fame, non di Covid. Sono convinto che si debba lavorare in sicurezza, con la distanza sociale, con i guanti e le mascherine ma bisogna ripartire perché sennò l’Italia non riapre. Con il Covid purtroppo dovremo convivere per lungo tempo e dovremo costruire un mondo in cui c’è una nuova normalità”.

La comunità scientifica compatta contro Renzi

Il problema della liquidità da fornire alle famiglie è indubbiamente una delle questioni più spinose di quest’emergenza, con cui il governo sta cercando di fare i conti. Tuttavia la proposta avanzata da Renzi – fra l’altro arrivata il giorno in cui sono stati constatati ben mille decessi in sole 24 ore – ha scatenato una durissima reazione da parte di tutta la comunità scientifica. L’epidemiologo Pierluigi Lopalco dell’università di Pisa ha commentato la proposta di Renzi definendola “una follia” – e ha aggiunto -“fare proclami in questo momento è sbagliato”. Anche Roberto Burioni ha espresso il suo disappunto rispetto alle proposte giunte dal leader di Italia Viva, ribadendo che sicuramente si dovrà tornare alla normalità, ma aggiungendo che “la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve”. Molto duro il commento di Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe: “Riaprire prima di Pasqua? Governo e Parlamento decidano quante vite umane vogliono sacrificare per far ripartire l’economia. Renzi dalla tragedia di Bergamo non ha imparato nulla”.

Dura anche la reazione da parte della politica

Anche il mondo politico non ha lesinato forti critiche nei confronti dell’intenzione di riaprire tutto. Fra i vari pareri è emerso quello di Carlo Calenda, leader di Azione: “Caro Matteo Renzi, la tua dichiarazione è poco seria. Potremo riaprire quando la curva inizierà a flettere seriamente. Altrimenti il lockdown sarà stato inutile e dovremo riapplicarlo al primo riaccendersi di un focolaio”. Vito Crimi, il capo politico del M5S, ha  dichiarato a Skytg24 “Non vorrrei che quella di Renzi sia di nuovo un’uscita del tipo ‘apriamo tutto’, ‘chiudiamo tutto’. Bisogna ragionare con intelligenza e progressione. Conte ha dimostrato di saper affrontare con moderazione e tempestività la questione”. In sintesi, sono state tantissime le parti politiche a schierarsi contrarie alla proposta del leader di Italia Viva, come Nicola Fratoianni di Sinistra italiana-Leu e Mario Adinolfi.

Dinanzi al dilagare delle critiche Matteo Renzi ha provato ad aggiustare maldestramente il tiro, invitando i suoi avversari a leggere interamente l’intervista. 

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